
Malattia di Crohn e carenza di vitamina D
Bassi livelli di vitamina D sono associati allo sviluppo dell’autoimmunità e ad una maggiore incidenza della malattia di Crohn.
L’aumentata incidenza della malattia di Crohn, come la maggior parte delle malattie autoimmuni, è direttamente correlata allo stile di vita, alle carenze corporee e alla dieta [1,2].
Studi recenti collegano bassi livelli di vitamina D con l’aumentata incidenza di malattie infiammatorie intestinali, come il morbo di Crohn, nonché con la gravità dei sintomi durante l’insorgenza della malattia e ne suggeriscono l’assunzione come agente terapeutico aggiuntivo [3-6].
Più bassi sono i livelli di vitamina D, maggiore è il rischio di sviluppare la malattia di Crohn e più gravi sono i sintomi.
La carenza di vitamina D è stata associata a:
- Aumento dei ricoveri ospedalieri
- Aumento dei focolai della malattia
- Aumento dell’uso di cortisone
- Escalation di farmaci [7]
L’effetto positivo della vitamina D si esercita attraverso molteplici meccanismi.
1. La vitamina D ha un effetto immunomodulatore
La vitamina D regola la funzione del sistema immunitario e lo riporta alla normalità, ripristinando allo stesso tempo la capacità dell’organismo di riconoscere le proprie cellule e i propri tessuti [3,7].
La perdita del riconoscimento delle cellule in un organismo è la causa principale delle malattie autoimmuni. L’azione immunoregolatoria della vitamina D è cruciale sia nell’autoimmunità che nel cancro.
2. Controlla i microrganismi patogeni
La vitamina D contribuisce al controllo dei microrganismi patogeni. È necessaria per la produzione di 200 sostanze antibiotiche endogene e per il buon funzionamento e l’attivazione dei globuli bianchi [8,9].
I ricercatori dell’Università di Rochester hanno scoperto una correlazione diretta tra la flora intestinale e l’azione della vitamina D. Bassi livelli di vitamina D sono associati a una maggiore presenza di organismi patogeni nell’intestino. L’alterazione del normale equilibrio della flora intestinale è direttamente correlata alla manifestazione della malattia di Crohn.
3. Azione antinfiammatoria diretta
La vitamina D ha un effetto antinfiammatorio diretto e forte espresso attraverso speciali recettori. La sua azione antinfiammatoria diretta è stata dimostrata in numerosi studi [10-15].
La mucosa intestinale è uno dei tessuti più sensibili alla vitamina D. Raggiungere livelli ideali di vitamina D dovrebbe essere un obiettivo sia per la prevenzione che per il trattamento delle malattie infiammatorie intestinali.
Nei pazienti affetti da autoimmunità, si deve tenere conto del fatto che possono mostrare resistenza alla vitamina D, cioè hanno bisogno di dosi maggiori e valori più elevati affinché il loro organismo possa esprimere appieno il suo effetto [16].
La somministrazione di dosi terapeutiche di vitamina D deve avvenire sotto controllo medico e con la parallela misurazione di parametri di laboratorio, che consentono la valutazione della risposta dell’organismo.
Oltre alla vitamina D, vitamine e micronutrienti, come minerali, acidi grassi e antiossidanti, sono essenziali per il buon funzionamento dell’intestino e del sistema immunitario. Le carenze di questi elementi, combinate con la carenza di vitamina D, sono associate allo sviluppo e al decorso della malattia di Crohn.
Esami speciali contribuiscono al trattamento della malattia di Crohn
L’identificazione e il trattamento delle carenze di micronutrienti possono essere effettuati solo eseguendo test speciali che analizzano le piccole molecole nel sangue [17-26].
Questo tipo di analisi non è paragonabile ai comuni test di laboratorio.
Si tratta di test altamente specializzati, eseguiti da meno di 10 laboratori in tutto il mondo secondo standard molto elevati.
In Italia, vengono eseguiti esclusivamente nella nostra clinica.
Questi test si chiamano Analisi Metabolomiche™. Misurano molecole molto piccole che partecipano alle reazioni chimiche del corpo.
Il loro vantaggio è che registrano le esatte carenze e disordini metabolici, rendendo così efficace il trattamento delle malattie autoimmuni e croniche.
Marcatori rilevati dalle Analisi Metabolomiche™
Le Analisi Metabolomiche™ identificano i disordini metabolici che promuovono lo sviluppo e la manifestazione della malattia di Crohn e identificano marcatori riguardanti:
- lo stato della flora microbica dell’organismo: l’alterazione del microbioma è associata alla manifestazione della malattia e al deterioramento della funzione del sistema immunitario e della sua capacità di distinguere tra i propri tessuti ed elementi esogeni, come microbi patogeni e virus.
- le carenze di micronutrienti: le carenze di vitamina D, vitamina C, selenio, zinco, antiossidanti e omega-3 sono associate al peggioramento della funzione del sistema immunitario, dell’infiammazione e dello stato di salute nei pazienti con malattia di Crohn.
- la produzione di energia nei mitocondri (organelli in cui viene prodotta energia nelle cellule): la disfunzione mitocondriale è associata a un cattivo funzionamento del sistema immunitario e ormonale e allo sviluppo dell’autoimmunità. La riduzione delle prestazioni dei mitocondri porta il sistema immunitario a funzionare eccessivamente e a diminuire gradualmente la sua funzione.
- difficoltà nel metabolismo degli zuccheri semplici: un consumo di zuccheri semplici superiore a quello che può essere metabolizzato da ciascun organismo, scatena l’infiammazione ed è un indicatore importante per il decorso della malattia.
- insulino-resistenza: l’insulina agisce come agente soppressivo nel funzionamento del sistema immunitario. L’aumento dei livelli di insulina interrompe la funzione immunitaria, peggiora l’autoimmunità e accelera la distruzione degli organi colpiti dalla malattia.
- metabolismo dei neurotrasmettitori: sostanze come la dopamina, la serotonina e l’adrenalina trasmettono messaggi tra le cellule e regolano il funzionamento del sistema nervoso e ormonale. Le Analisi Metabolomiche™ forniscono informazioni accurate sulla secrezione di specifici neurotrasmettitori.
- metabolismo degli acidi grassi: il rapporto tra i grassi omega-3 e omega-6 è un importante indicatore della capacità del corpo di gestire l’infiammazione, svolgendo anche un ruolo centrale nella regolazione della normale risposta del sistema immunitario. Ulteriori disturbi nel rapporto degli acidi grassi impediscono e ritardano la guarigione dei tessuti danneggiati.
Sulla base della nostra esperienza clinica nei pazienti con malattia di Crohn, gli interventi medici sullo stile di vita e sulla nutrizione si traducono in:
- Miglioramento dei sintomi della malattia: diarrea, dolore addominale, disagio, costipazione, dolori articolari, anemia, fistole, sbalzi d’umore
- Riduzione dell’intensità e della frequenza delle riacutizzazioni infiammatorie della malattia
- Miglioramento della risposta ai farmaci
- Miglioramento della capacità del corpo di gestire l’infiammazione
- Arresto della progressione della malattia
- Miglioramento della qualità della vita
- Aumento dei livelli di energia
Il sistema gastrointestinale è forse uno dei sistemi più complessi e importanti per la salute del corpo.
Per trattare le condizioni patologiche del tratto gastrointestinale, è necessario identificare gli interventi che devono essere effettuati nel modo di vivere e nell’alimentazione, in modo che l’organismo possa tornare alla sua normale funzione.
Correggere le carenze di vitamina D3 e di altri elementi, ripristina la capacità dell’organismo di gestire l’infiammazione e la flora normale, cambia radicalmente il decorso della malattia di Crohn e migliora la qualità della vita dei pazienti.
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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
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