I principali fattori di rischio per lo sviluppo della malattia cardiovascolare

I principali fattori di rischio per lo sviluppo della malattia cardiovascolare, in ordine di importanza [1–3], sono:

  • Diabete
  • Insulino-resistenza
  • Ipertensione
  • Fumo
  • HDL bassi (“colesterolo buono”)
  • Trigliceridi elevati
  • Aumento delle particelle LDL piccole e dense (sdLDL) (colesterolo che si è ridotto di dimensione a causa dell’esposizione al glucosio e dell’ossidazione da fumo, alcol e alimenti ultra-processati)
  • Sovrappeso
  • Lipoproteina(a) elevata: Lp(a)
  • LDL elevati (“colesterolo cattivo”)
  • Colesterolo totale elevato

L’ipertensione, i trigliceridi elevati, la HDL bassa, le particelle LDL piccole e dense (sdLDL) e il sovrappeso sono strettamente collegati all’insulino-resistenza e rappresentano manifestazioni chiave della disfunzione metabolica che la accompagna.


Focus esclusivo sul colesterolo

Concentrarsi esclusivamente sul colesterolo e sulle LDL non consente di valutare in modo completo il rischio cardiovascolare globale. L’attenzione eccessiva al colesterolo porta spesso a scelte discutibili, come la limitazione di alimenti nutrienti (carne, uova, latticini) e l’aumento del consumo di alimenti ultra-processati (cereali per la colazione, succhi, fette biscottate, pane bianco, barrette, cracker, dolci, bevande vegetali, snack a basso contenuto di grassi, margarine, latticini magri e altri).

Questo approccio allontana dalla correzione dei fattori che hanno un impatto realmente significativo sulla salute cardiovascolare e può peggiorare elementi centrali come insulino-resistenza, diabete, obesità, fumo, alimentazione scorretta e sedentarietà.

Si stima che questi fattori coprano circa l’80% del rischio cardiovascolare totale. Tuttavia, nelle linee guida vengono spesso menzionati in modo generico (“stile di vita sano”, “alimentazione equilibrata”), mentre la terapia farmacologica viene descritta in modo dettagliato, con dosaggi precisi e obiettivi terapeutici chiari.

Questo può trasmettere l’idea che la riduzione della LDL sia l’unico o il principale fattore determinante per la salute del cuore.

La LDL-colesterolo e le terapie farmacologiche hanno un ruolo documentato nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari, soprattutto grazie alla stabilizzazione della placca aterosclerotica. Tuttavia, il rischio non dipende solo dai livelli quantitativi di LDL, ma anche dalle caratteristiche qualitative delle sue particelle.

Il colesterolo può subire alterazioni a causa di livelli elevati di glucosio, dell’ossidazione legata al fumo, all’eccesso di alcol e al consumo di alimenti ultra-processati. Le forme ossidate o modificate di LDL hanno un potenziale aterogeno maggiore.

Pertanto, oltre ai livelli di LDL, assumono particolare rilevanza le caratteristiche qualitative delle particelle: dimensione, grado di ossidazione e altre modificazioni, fattori strettamente legati allo stato metabolico dell’organismo.

L’assunzione di alimenti non industrialmente processati, l’evitare cibi ultra-processati, l’attività fisica all’aria aperta, un sonno adeguato e la correzione di eventuali carenze di vitamine, minerali e micronutrienti sono interventi che favoriscono la salute cardiovascolare, metabolica e generale.

FONTI:

1. Dugani SB, et al. (2021). Association of Lipid, Inflammatory, and Metabolic Biomarkers With Age at Onset for Incident Coronary Heart Disease in Women. JAMA Cardiology.

2. Ikezaki H, Lim E, Cupples LA, Liu CT, Asztalos BF, Schaefer EJ. Small Dense Low-Density Lipoprotein Cholesterol Is the Most Atherogenic Lipoprotein Parameter in the Prospective Framingham Offspring Study. J Am Heart Assoc. 2021 Feb.

3. Diamond, David M.a; Bikman, Benjamin T.b; Mason, Paulc. Statin therapy is not warranted for a person with high LDL-cholesterol on a low-carbohydrate diet. Current Opinion in Endocrinology & Diabetes and Obesity. October 2022.

4. Consumption of Ultra-Processed Foods by Pesco-Vegetarians, Vegetarians, and Vegans: Associations with Duration and Age at Diet Initiation. Gehring, J. et al. The Journal of Nutrition, 2020.

5. Ultra-processed food exposure and adverse health outcomes: umbrella review of epidemiological meta-analyses. BMJ 2024