
Sclerosi multipla: carenze organiche associate alla malattia
La sclerosi multipla (SM) è una malattia neurologica infiammatoria cronica che colpisce il cervello e il midollo spinale. Si tratta di una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario non riconosce la guaina protettiva dei nervi, la mielina, come un proprio tessuto e la distrugge.
I pazienti affetti da sclerosi multipla presentano disturbi metabolici che aggravano la degenerazione del tessuto nervoso.
Dott. Dimitris Tsoukalas, medico
Le carenze corporee e i disturbi metabolici sono un fattore importante nello sviluppo e nel decorso della sclerosi multipla. Relativamente di recente è stato compreso in che misura il metabolismo influenza la regolazione del sistema immunitario e lo sviluppo di malattie autoimmuni come la SM.
Negli ultimi cinque anni particolare importanza è stata data al ruolo dei processi metabolici come fattore centrale nello sviluppo della SM e delle malattie autoimmuni. Si tratta di un passo importante nella lotta contro la sclerosi multipla, che ha aumentato la comprensionedei meccanismi di sviluppo della malattia e ne ha migliorato il trattamento.
I pazienti affetti da sclerosi multipla presentano disturbi metabolici che aggravano la degenerazione del tessuto nervoso.
I disturbi metabolici associati allo sviluppo e al peggioramento del decorso della malattia sono:
- Carenze di micronutrienti, vitamine, minerali, aminoacidi, grassi omega-3 e antiossidanti.
- Resistenza all’insulina e alterato metabolismo del glucosio.
- Gestione compromessa dell’infiammazione.
- Alterazione della flora microbica.
- Disfunzione dei meccanismi di riparazione della mielina.
- Disfunzione dei meccanismi di produzione di energia (mitocondri).
- Disturbi del metabolismo lipidico.
- Aumento dell’ossidazione.
I disturbi metabolici specifici sono direttamente correlati al decorso della malattia e al passaggio dalla forma intermittente alla forma progressivamente peggiorativa della sclerosi multipla.
La diagnosi precoce e il trattamento dei disturbi metabolici svolgono un ruolo importante nella gestione della malattia e possono aiutare a ritardare il peggioramento dei sintomi e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da sclerosi multipla.
Lo stato metabolico di una persona è modellato da molteplici fattori tra cui:
- Il modo di vivere
- La dieta
- Lo stato della flora microbica
- I farmaci
- Carico tossico del corpo (metalli pesanti, prodotti chimici industriali)
- Esposizione ad agenti patogeni microbici
- Lo stress
La vitamina D, lo stato della flora batterica e gli acidi grassi omega-3 sono fattori di rischio metabolico di particolare importanza nella patogenesi della malattia. Sono direttamente correlati allo sviluppo delle lesioni mieliniche, alla gestione dell’infiammazione e alla regolazione del sistema immunitario. È incoraggiante che questi siano fattori di rischiomodificabili. Il loro miglioramento è direttamente collegato al trattamento e al decorso della malattia.
Vitamina D e sclerosi multipla
La vitamina D è un fattore chiave in tutte le malattie autoimmuni e soprattutto nella sclerosi multipla. Alte dosi di vitamina D hanno un effetto immunoregolatore. Riducono i fattori che causano l’infiammazione (interleuchina-17) e rafforzano i meccanismi che controllano la risposta immunitaria dell’organismo (memoria CD4+).
Ricercatori della Johns Hopkins, della Duke University e di Stanford hanno pubblicato i risultati di uno studio su Neurology che ha esaminato la somministrazione di vitamina D a due gruppi di pazienti affetti da sclerosi multipla. A un gruppo è stata somministrata una dose bassa di vitamina D e all’altro gruppo sono state somministrate dosi più elevate, 10.400 UI per 6 mesi.
Il valore medio della vitamina D nel sangue di coloro che hanno ricevuto 800 UI era molto basso (6,9 ng/ml), mentre il valore medio di coloro che hanno ricevuto una dose aumentata era significativamente più alto (34,9 ng/ml).
La ricerca ha dimostrato che alte dosi di vitamina D sono sicure e hanno un forte effetto immunoregolatore nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Livelli adeguati sono necessari per il corretto funzionamento del sistema immunitario, sia per ridurre la probabilità di malattie da infezioni, sia per la capacità del sistema immunitario di riconoscere i propri tessuti. Bassi livelli di vitamina D sono associati a più riacutizzazioni e a un decorso peggiore della SM.
I pazienti affetti da malattie autoimmuni spesso mostrano resistenza alla vitamina D e necessitano di dosi e valori più elevati per avere lo stesso effetto biologico.
La vitamina D rafforza l’azione del sistema immunitario contro virus e microbi patogeni, ripristinando allo stesso tempo la capacità del corpo di riconoscere le proprie cellule e tessuti.
Il raggiungimento dei livelli ideali di vitamina D dovrebbe essere un obiettivo sia per la prevenzione che per il trattamento della sclerosi multipla. La misurazione dei livelli di 25 OH D3 dovrebbe essere effettuata in tutti i pazienti affetti da malattie autoimmuni.
È interessante notare che i pazienti che soffrono di malattie autoimmuni spesso mostrano resistenza alla vitamina D e necessitano di dosi e valori più elevati per avere lo stesso effetto biologico.
Gli studi hanno dimostrato che all’aumentare dei livelli di vitamina D:
- La probabilità di recidiva è ridotta. Un aumento di 20 ng/ml riduce la possibilità di recidiva del 50%.
- Il rischio di nuove lesioni è ridotto. Per ogni aumento di 10 ng/ml dei livelli di D nel sangue, il rischio di rilevare una lesione alla risonanza magnetica è ridotto del 15% per le nuove lesioni e del 32% per le lesioni attive.

Per ottenere il massimo beneficio dalla vitamina D, è necessario disporre di una quantità sufficiente di micronutrienti che agiscono in combinazione con la vitamina specifica nel corpo. Questi componenti sono chiamati cofattori della vitamina D e sono:
- Vitamina K2
- Zinco
- Boro
- Magnesio
- Calcio
- Vitamine del complesso B
Spesso nei pazienti con sclerosi multipla sono necessarie dosi più elevate rispetto ai soggetti sani per ottenere il massimo effetto biologico. Ciò avviene sotto controllo medico ed eseguendo esami ematologici che registrano la risposta dell’organismo.
Negli ultimi anni un numero significativo di studi ha dimostrato che il mantenimento di livelli adeguati di vitamina D può avere un effetto protettivo preventivo e ridurre il rischio di sviluppare la sclerosi multipla. Le persone con maggiore esposizione al sole e livelli più elevati di vitamina D hanno un rischio minore di sviluppare la sclerosi multipla. L’integrazione di vitamina D è considerata un fattore importante nel ridurre il rischio di SM.
Test che rilevano carenze e disturbi metabolici migliorano il trattamento della sclerosi multipla
È fondamentale, parallelamente o dopo la diagnosi della malattia, identificare e gestire i disturbi metabolici sottostanti e i fattori di rischio che portano alla sua manifestazione. Quanto prima vengono gestiti i disturbi metabolici associati alla SM, tanto più efficaci sono gli interventi di prevenzione e trattamento.
L’individuazione e il trattamento dei disturbi metabolici associati alla SM avviene mediante l’esecuzione di test specialistici, che misurano molecole molto piccole che partecipano ai processi metabolici dell’organismo.
Si tratta di test – Analisi Metabolomiche™ – che rilevano i disturbi metabolici e le carenze precise legate all’insorgenza della sclerosi multipla.
Affrontare i disturbi metabolici, sia con interventi medici sullo stile di vita, colmando le carenze e utilizzando farmaci per gestire l’infiammazione, porta a trattamenti più efficaci e a un miglioramento della qualità della vita dei pazienti.
Il ripristino dell’equilibrio metabolico del corpo migliora il decorso della salute dei pazienti con sclerosi multipla.
Il ripristino dell’equilibrio metabolico del corpo, combinato con l’applicazione di un intervento medico intensivo sullo stile di vita e sulla dieta, migliora il quadro clinico e il decorso della salute dei pazienti con SM.
Nuove prove confermano il fatto che per ottenere un miglioramento sostanziale della salute e della qualità della vita dei pazienti affetti da malattie autoimmuni, ogni paziente deve essere trattato come un caso unico e i disordini metabolici e le carenze dell’organismo in nutrienti di base, che hanno portato all’insorgenza della malattia devono essere ripristinati.
I farmaci, la correzione delle carenze e la dieta di ciascun paziente devono essere adattati al suo profilo metabolico. In questo modo, i cambiamenti e i miglioramenti vengono mantenuti a lungo termine.
Misurando i metaboliti si individuano gli interventi terapeutici adeguati, necessari a ciascun paziente per migliorare il decorso della malattia.
Sebbene non esista una cura definitiva per la SM, attraverso la nostra esperienza clinica abbiamo scoperto che il controllo dei sintomi e il trattamento parallelo dei disordini metabolici della malattia migliorano significativamente il decorso di salute dei pazienti affetti da SM, aiutano a controllare meglio i sintomi e a ridurre la frequenza di ricadute.
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