Artrite reumatoide e resistenza all’insulina

I pazienti con artrite reumatoide e diabete di tipo 2 condividono molte caratteristiche comuni. Entrambe le malattie sono esacerbate da alti livelli di zucchero ed entrambe sono associate alla resistenza all’insulina e ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

Artrite reumatoide e resistenza all’insulina

Resistenza all’insulina

Uno dei ruoli principali dell’insulina è quello di abbassare i livelli di zucchero nel sangue (glucosio). Quando mangiamo qualcosa, il nostro livello di zucchero nel sangue aumenta. Quando i livelli di glucosio nel sangue aumentano, il pancreas rilascia insulina che sposta il glucosio dal sangue alle cellule del corpo.

Questo processo consente al corpo umano di mantenere i livelli di zucchero nel sangue entro un certo intervallo (75 – 110 mg/dL) in condizioni normali.

La facilità con cui le cellule rispondono al segnale dell’insulina per assorbire il glucosio è chiamata sensibilità all’insulina.

Tuttavia, mangiare cibi altamente trasformati e carboidrati semplici aumenta la secrezione di insulina. Le cellule del corpo iniziano gradualmente a ridurre la loro sensibilità e a non rispondere ai comandi dell’insulina.

Resistenza all’insulina: l’insulina agisce come una chiave che consente al glucosio di entrare nelle cellule. A sinistra, meccanismo normale di assorbimento dello zucchero: l’insulina (sfera blu) attiva l’ingresso dello zucchero (granuli bianchi) nella cellula. A destra, nonostante la presenza dell’insulina, il meccanismo di assorbimento rimane chiuso e non consente l’ingresso dello zucchero.

Quando le cellule rispondono con difficoltà e hanno bisogno di sempre più insulina per assorbire il glucosio, allora si parla di insulino-resistenza. Questa è una condizione in cui le cellule resistono al comando dell’insulina di assorbire il glucosio dal sangue.

Poiché le cellule del corpo resistono all’insulina, il pancreas ha bisogno di rilasciarne sempre di più per mantenere i livelli di zucchero entro limiti normali.

Livelli elevati di insulina promuovono l’infiammazione e l’insorgenza del diabete e sono stati associati a molte malattie autoimmuni e croniche.

Insulina e artrite reumatoide

I risultati della ricerca pubblicati su Arthritis and Rheumatology mostrano che esiste un legame tra i livelli di zucchero nel sangue e l’intensità dell’infiammazione nell’artrite reumatoide [1].

I pazienti con artrite reumatoide e diabete di tipo 2 condividono molte caratteristiche comuni. Entrambe le malattie sono esacerbate da alti livelli di zucchero ed entrambe sono associate alla resistenza all’insulina e ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

Ciò indica che esiste una correlazione diretta tra la resistenza all’insulina e l’attività dell’artrite reumatoide.

I dati sopra riportati dimostrano che nell’artrite reumatoide la resistenza all’insulina colpisce direttamente i tessuti infiammati e soprattutto la sinovia, la membrana che riveste l’interno delle articolazioni.

I risultati mostrano anche che il cambiamento metabolico derivante dalla resistenza all’insulina favorisce non solo l’esacerbazione, ma anche il mantenimento dell’infiammazione.

Metformina

L’assunzione di metformina, un trattamento di prima linea per il diabete di tipo 2 che riduce la resistenza all’insulina, ha ridotto l’infiammazione nei tessuti articolari di alcuni pazienti. Questo risultato è compatibile con la conclusione di altri studi recenti, che dimostrano che la metformina e la risoluzione dell’insulino-resistenza aiutano a risolvere l’infiammazione.

Test specialistici rilevano i disturbi metabolici associati all’artrite reumatoide

L’analisi di piccole molecole nel sangue, i metaboliti, rileva disturbi metabolici associati alla resistenza all’insulina, che influenza il decorso e la manifestazione delle malattie autoimmuni e croniche. Lo stato metabolico di una persona è il principale fattore di rischio per questa classe di malattie [2-8].

Questi test si chiamano Analisi Metabolomiche™. Misurano molecole molto piccole che partecipano alle reazioni chimiche del corpo. Il loro vantaggio è che registrano con esattezza le carenze e i disturbi metabolici, rendendo così efficace il trattamento e la prevenzione delle malattie autoimmuni e croniche [4-9].

Le Analisi Metabolomiche™ sono un metodo di misurazione sensibile, in grado di cogliere disfunzioni metaboliche conseguenti a una malattia o prevederne la presenza, fornendo un quadro accurato dello stato di salute di ciascun individuo.

Marcatori rilevati tramite Analisi Metabolomiche™

Le Analisi Metabolomiche™ rilevano marcatori che identificano:

  • carenze di vitamine, enzimi, minerali, aminoacidi e acidi grassi omega 3
  • disturbi metabolici, come la resistenza all’insulina
  • la gestione dell’infiammazione
  • la capacità di produrre energia (funzione mitocondriale)
  • la capacità antiossidante del corpo
  • lo stato della flora intestinale (microbioma)
  • la presenza di disturbi nel metabolismo di proteine, carboidrati e lipidi
  • disturbi nel funzionamento del sistema nervoso
  • disturbi della funzione ormonale

Fino a pochi anni fa, con i metodi di misurazione classici, era particolarmente difficile rilevare esattamente le carenze di ciascun individuo. Quindi la loro correzione si basava su linee guida generali. Negli ultimi anni, con l’utilizzo delle Analisi Metabolomiche™, si individuano piccole molecole che partecipano alle reazioni chimiche dell’organismo e si registrano con precisione carenze e disturbi metabolici [4].

È uno strumento diagnostico aggiuntivo che guida la correzione delle carenze somministrando dosi terapeutiche di micronutrienti. Il ripristino della normale funzione metabolica migliora lo stato di salute generale e il decorso di malattie croniche, come quelle autoimmuni, cardiovascolari, diabete e respiratorie [4-10].

Correggere le carenze dell’organismo e ripristinare il metabolismo migliora il decorso dell’artrite reumatoide e la qualità della vita dei pazienti che ne soffrono.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

  1. Insulin Resistant Pathways are associated with Disease Activity in Rheumatoid Arthritis and are Subject to Disease Modification through Metabolic Reprogramming; A Potential Novel Therapeutic Approach,” Lorna Gallagher  Sian Cregan  Monika Biniecka, et al.  Arthritis and Rheumatolology. Dec. 16, 2019. https://doi.org/10.1002/art.41190
  2. Metabolomic Analysis. Αποτελεσματικότητα μεθόδου μέσα από τους μεταβολομικούς δείκτες. Στατιστική ανάλυση Δρ. Φραγκουλάκης Βασίλης, B.Sc., M.Sc. Εθνική Σχολή Δημόσιας Υγείας, Τομέας Οργάνωσης και Υπηρεσιών Υγείας.
  3. Targeted Metabolomic Analysis of Serum Fatty Acids for the Prediction of Autoimmune Diseases. Dimitris Tsoukalas, Vassileios Fragoulakis, Evangelia Sarandi et. al. Frontiers in Molecular Biosciences, Metabolomics (6), 2019, Published 1 November 2019. https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmolb.2019.00120/full
  4. Micronutrient deficiencies in patients with COVID-19: how metabolomics can contribute to their prevention and replenishment. Dimitris Tsoukalas and Evangelia SarandiBMJ Nutri Prev Heal. Nov. 2020; bmjnph-2020-000169
  5. Fathoming Metabolism. Harvard Magazine.
  6. Metabolomics: From Fundamentals to Clinical Applications. A. Sussulini. Springer International Publishing AG 2017 (ed.).
  7. Sharpening Precision Medicine by a Thorough Interrogation of Metabolic Individuality. K. Beebe, A.D. Kennedy. Computational and Structural Biotechnology Journal, 2016.
  8. Urinary organic acids as biomarkers in the assessment of pulmonary function in children with asthma Papamichael M.M., Katsardis C, Erbas B, Itsiopoulos C, Tsoukalas D. Nutrition Research 2018. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S027153171830335X
  9. Application of metabolomics: Focus on the quantification of organic acids in healthy adults. Tsoukalas D et al. IJMM 2017 https://www.spandidos-publications.com/ijmm/40/1/112
  10. Application of metabolomics part II: Focus on fatty acids and their metabolites in healthy adults Tsoukalas D. et al. IJMM 2019. https://www.spandidos-publications.com/ijmm/43/1/233