
I pazienti con malattie autoimmuni presentano carenze di cui non sono a conoscenza
Le carenze di micronutrienti hanno un effetto decisivo sullo sviluppo e sul decorso di una malattia autoimmune.
Gli interventi medici nello stile di vita, nella correzione delle carenze e nella nutrizione, cambiano radicalmente il decorso delle malattie autoimmuni da un quadro di costante peggioramento, ad uno di costante miglioramento.
Individuare e correggere le carenze dell’organismo è parte integrante della gestione di una malattia autoimmune e porta ad un miglioramento del decorso della malattia nelle persone a cui è stata diagnosticata questa categoria di malattie.
I pazienti affetti da malattie autoimmuni presentano carenze e disturbi metabolici comuni tra loro, indipendentemente dal tipo di malattia autoimmune che hanno manifestato [1][2].
Il monitoraggio medico dei pazienti affetti da malattie autoimmuni deve coniugare sia il controllo dell’infiammazione e dei sintomi della malattia, sia la correzione delle carenze e dei disturbi metabolici che hanno portato al suo sviluppo.
L’esecuzione di esami specialistici è necessaria poiché è necessario registrare con esattezza le carenze e i disturbi metabolici che hanno portato allo sviluppo della malattia, in modo da poter elaborare un piano terapeutico completo.
Fame nascosta
Carenze marginali di micronutrienti nell’organismo si accumulano gradualmente nel tempo e portano alla malattia.
La “fame nascosta” è la marginale carenza di micronutrienti. Il termine si riferisce alle carenze accumulate nel corpo di nutrienti essenziali, come vitamine, minerali, antiossidanti e altri [3-6].
La fame nascosta è un fattore principale nello sviluppo di malattie autoimmuni e croniche, nonché di carenze di micronutrienti che [3][7]:
- Deregolamentano il funzionamento del sistema immunitario
- Aggravano l’infiammazione
- Aumentano la vulnerabilità alle infezioni
- Peggiorano il decorso di malattie croniche, come quelle autoimmuni, cardiovascolari, diabete, obesità e malattie respiratorie.
Nonostante le carenze di micronutrienti siano comuni e colpiscano quasi tutta la popolazione, spesso non vengono diagnosticate.
Vitamine e sostanze nutritive, come la vitamina D, gli acidi grassi ω3, il magnesio, il selenio e i probiotici, hanno un effetto immunoregolatore. Cioè, sono necessari per la normale regolazione del sistema immunitario.
La marginale carenza di nutrienti passa inosservata per molti anni fino alla manifestazione di una malattia. Ma anche quando si manifesta, è molto difficile collegarla ad una carenza specifica poiché è dovuta a molteplici fattori.
Un numero sempre crescente di studi collega le carenze nutrizionali alle malattie croniche. Alcuni di essi sono indicativi:
- Malattia di Hashimoto e malattie della tiroide: selenio, cromo, vitamina D, zinco.
- Psoriasi: vitamina D, omega-3.
- Artrite reumatoide: vitamina D.
- Allergie, asma: disidratazione, magnesio, minerali, omega-3.
- Diabete: vitamina D, magnesio, cromo.
- Sclerosi multipla: vitamina D, metalli pesanti, aminoacidi essenziali, alterazione del microbiota intestinale.
- Colite e malattie infiammatorie intestinali: alterazione del microbiota intestinale.
Le carenze di questi elementi sono associate a un’attività eccessiva del sistema immunitario, che produce anticorpi e attacca i tessuti che non dovrebbero essere attaccati.

Correzione di carenze e disturbi metabolici
Il graduale sviluppo di carenze borderline, che passano inosservate, in combinazione con disturbi metabolici come la resistenza all’insulina, l’alterazione del microbiota e l’infiammazione cronica, agiscono come fattori chiave nella manifestazione delle malattie autoimmuni.
È importante sottolineare che queste conseguenze possono essere invertite correggendo le carenze di micronutrienti: una parte essenziale nel trattamento delle malattie autoimmuni.
L’esecuzione di esami specialistici è necessaria poiché è necessario registrare con esattezza le carenze e i disturbi metabolici che hanno portato allo sviluppo della malattia, in modo da poter elaborare un piano terapeutico completo.
Fino a pochi anni fa, con i metodi di misurazione classici, era particolarmente difficile rilevare con precisione le carenze di ciascun individuo. Quindi la loro correzione si basava su linee guida generali [4,5].
Negli ultimi anni sono diventati disponibili test specialistici che misurano piccole molecole che partecipano alle reazioni chimiche dell’organismo e registrano le esatte carenze e disturbi metabolici associati allo stato di salute di una persona.
Questi test sono uno strumento diagnostico aggiuntivo per i medici. Registrano accuratamente le carenze di micronutrienti e ne consentono la correzione immediata mediante la somministrazione di dosi terapeutiche.
Ripristinare le carenze dell’organismo e migliorare il profilo metabolico è una priorità nella lotta all’autoimmunità.
Test specialistici determinano il decorso delle malattie autoimmuni
Questi test sono rivolti a pazienti a cui sono state diagnosticate malattie autoimmuni o croniche. Si tratta di un metodo di misurazione sensibile che rileva le carenze dell’organismo e i disturbi metabolici associati al decorso e alla manifestazione di questa categoria di malattie [8-10].
Questa tipologia di analisi specifiche non è paragonabile ai comuni test di laboratorio. Si tratta di test altamente specializzati, eseguiti in meno di 10 laboratori in tutto il mondo con standard molto elevati.
In Italia vengono eseguiti esclusivamente nella nostra clinica.
L’esatta identificazione e il trattamento dei disturbi metabolici avvengono esclusivamente mediante l’esecuzione di test specialistici che analizzano piccole molecole nel sangue.
Questi test si chiamano Analisi Metabolomiche™. Misurano molecole molto piccole che partecipano alle reazioni chimiche del corpo. Il loro vantaggio è che registrano con esattezza le carenze e i disturbi metabolici associati allo stato di salute del paziente, rendendo così efficace il trattamento delle malattie autoimmuni [11-15].
La correzione mirata delle carenze e il ripristino dei fattori di rischio metabolico sono essenziali per affrontare:
- infiammazione e dolore cronico
- progressione della malattia
- declino del sistema immunitario
- limitazione delle attività nella vita quotidiana
- disfunzione del sistema gastrointestinale
- diminuzione dei livelli di energia e disturbi dell’umore e del sonno
Marcatori rilevati dalle Analisi Metabolomiche™
Le Analisi Metabolomiche™ rilevano marcatori che identificano:
- carenze di vitamine, enzimi, minerali, aminoacidi e acidi grassi omega 3
- disturbi metabolici come la resistenza all’insulina
- gestione dell’infiammazione
- capacità di produrre energia (funzione mitocondriale)
- capacità antiossidante del corpo
- stato della flora intestinale (microbiota)
- presenza di disturbi nel metabolismo di proteine, carboidrati e lipidi
- disturbi nel funzionamento del sistema nervoso
- disturbi della funzione ormonale
Fino a pochi anni fa, con i metodi di misurazione classici, era particolarmente difficile rilevare con precisione le carenze di ciascun individuo. Negli ultimi anni, con l’utilizzo delle Analisi Metabolomiche™, si rilevano piccole molecole che partecipano alle reazioni chimiche dell’organismo e si registrano con precisione carenze e disturbi metabolici.
La medicina oggi dispone di più strumenti rispetto a dieci o cinque anni fa. Interventi medici mirati per correggere le carenze dell’organismo, combinati con l’uso di nuovi farmaci più efficaci e più amichevoli, modificano il decorso della malattia e la qualità della vita di questi pazienti.
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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
[1] Prediction of Autoimmune Diseases by Targeted Metabolomic Assay of Urinary Organic Acids. Dimitris Tsoukalas et al. Metabolites. 2020 Dec 8.
[2] Targeted Metabolomic Analysis of Serum Fatty Acids for the Prediction of Autoimmune Diseases. Dimitris Tsoukalas, Vasileios Fragoulakis, Evangelia Sarandi et. al. Frontiers in Molecular Biosciences, Metabolomics (6), 2019, November.
[3] Transforming the food system to fight non-communicable diseases. Francesco Branca et. al. BMJ 2019.
[4] Micronutrient deficiencies in patients with COVID-19: how metabolomics can contribute to their prevention and replenishment. Dimitris Tsoukalas and Evangelia Sarandi. BMJ Nutri Prev Heal. Nov. 2020; bmjnph-2020-000169
[5] McAuliffe S, Ray S, Fallon E, et al. BMJ Nutrition, Prevention & Health 2020;0
[6] Hidden Hunger in the Developed World. Biesalski HK. The Road to Good Nutrition. Basel, Karger, 2013, pp 39–50 https://doi.org/10.1159/000355992
[7] Nutritional Modulation of Immune Function: Analysis of Evidence, Mechanisms, and Clinical RelevanceWu D, Lewis ED, Pae M, Meydani SN.. Front Immunol. 2019;9:3160
[8] Non-communicable Diseases in the Era of Precision Medicine: An Overview of the Causing Factors and Prospects.Dimitris Tsoukalas, Evangelia Sarandi et. al. Bio#Futures. Springer, Cham. May 2021.
[9] Dietary factors in rheumatic autoimmune diseases: a recipe for therapy? Shani Dahan, Yahel Segal1 and Yehuda Shoenfeld. NATURE REVIEWS | RHEUMATOLOGY. 13 Apr 2017.
[10] Application of metabolomics in autoimmune diseases: Insight into biomarkers and pathology. J. Kang et al. / Journal of Neuroimmunology 279 (2015) 25–32
[11] Metabolic syndrome, autoimmunity and rheumatic diseases. GabrielaMedina et. al. Pharmacological Research Volume, July 2018.
[12] Dietary factors in rheumatic autoimmune diseases: a recipe for therapy? Shani Dahan, Yahel Segal1 and Yehuda Shoenfeld. NATURE REVIEWS | RHEUMATOLOGY. 13 Apr 2017.
[13] Application of metabolomics in autoimmune diseases: Insight into biomarkers and pathology. J. Kang et al. / Journal of Neuroimmunology 279 (2015) 25–32
[14] Environmental Exposures and Autoimmune Diseases: Contribution of Gut Microbiome M. Firoze Khan and Hui Wang. Front. Immunol., 10 January 2020
[15] Micronutrients in autoimmune diseases: possible therapeutic benefits of zinc and vitamin D. IngaWessels, LotharRink. Elsevier, The Journal of Nutritional Biochemistry. March 2020.
