
Come lo stile di vita e la dieta influenzano lo sviluppo della tiroidite di Hashimoto
La tiroidite di Hashimoto colpisce la vita di milioni di donne in tutto il mondo. A causa del particolare profilo metabolico di queste ultime e dei cambiamenti ormonali che sperimentano nel corso della loro vita, in nove casi su dieci la malattia colpisce il sesso femminile.
Mentre la maggior parte delle persone crede che l’ereditarietà o lo stress psicologico siano i principali responsabili dello sviluppo di una malattia autoimmune come la tiroidite di Hashimoto, in realtà alla base del rapido aumento delle diagnosi ci sono lo stile di vita, le carenze di micronutrienti e la dieta.
Una dieta a basso valore nutritivo, uno stile di vita non sano, fattori ambientali e la mancanza di esercizio fisico hanno un effetto catalizzatore sullo sviluppo della malattia.
Molti pazienti affetti dalla sindrome di Hashimoto presentano carenze che influiscono sulla loro salute e non ne sono consapevoli. Carenze corporee borderline e disturbi metabolici legati allo stile di vita e alla dieta peggiorano il decorso della malattia di Hashimoto e sono difficili da rilevare con i comuni test di laboratorio.
Che cos’è la Tiroidite di Hashimoto?
La malattia di Hashimoto è una tiroidite autoimmune, in cui il sistema immunitario produce anticorpi contro la ghiandola tiroidea, distruggendola gradualmente e provocando ipotiroidismo.
I problemi più comuni che affliggono i pazienti affetti dalla tiroidite di Hashimoto sono affaticamento e calo di energia, aumento di peso, disturbi intestinali, disturbi dell’umore, perdita di memoria e ridotta lucidità mentale, dolori muscolari e articolari diffusi.
I sintomi di cui sopra influenzano in modo significativo la vita quotidiana di un gran numero di pazienti affetti dalla malattia di Hashimoto. Infatti, è normale che i pazienti si “abituino” gradualmente all’esistenza dei sintomi e smettano di notarli, considerando questo come il flusso “normale” della vita.
È interessante notare che i sintomi possono persistere, in misura maggiore o minore, anche dopo la regolazione dell’ipotiroidismo con i farmaci.
Quando le analisi sono ok ma i sintomi permangono
Una persona può avere livelli normali di ormoni tiroidei e TSH, ma presentare la maggior parte dei sintomi sopra menzionati.
Quindi accade spesso che una paziente si rechi dal medico e, sebbene i suoi test siano normali, lei non si senta bene. Il medico conferma di non riscontrare alcuna disfunzione ghiandolare e che i sintomi che la paziente avverte non sono legati alla tiroide.
Tuttavia la paziente continua ad avere difficoltà e spesso fa una grande fatica a far fronte ai suoi doveri, a controllare il peso corporeo, ad affrontare dolori muscolari e disturbi allo stomaco o all’intestino.
A volte i pazienti possono pensare che il loro problema sia psicologico o che abbiano bisogno di più riposo. Tuttavia, gli sforzi per controllare lo stress e un riposo adeguato non riescono a cambiare la situazione nella maggior parte dei casi.
Nei casi in cui la difficoltà risiede nel controllo del peso corporeo, non è raro che alcuni pazienti riducano significativamente la quantità di cibo e si costringano a fare esercizio, nonostante le scarse riserve energetiche, con scarsi risultati.
I pazienti finiscono per fare i conti con ciò che sperimentano e continuano a cercare di far fronte alle esigenze della vita.
Tuttavia, un fattore chiave che nella stragrande maggioranza dei casi viene trascurato nel trattamento della malattia, sono le carenze di micronutrienti nell’organismo e i disturbi metabolici che i pazienti affrontano senza esserne consapevoli.
5 principali carenze di micronutrienti che influenzano la malattia di Hashimoto
Sono 5 le principali carenze di micronutrienti che contribuiscono allo sviluppo della malattia:
- Vitamina D
- Selenio
- Magnesio
- Probiotici
- Acidi grassi Omega 3
Le carenze degli elementi sopra indicati influenzano il funzionamento del sistema immunitario e della tiroide. In combinazione con disturbi metabolici come:
- resistenza all’insulina
- metabolismo basso
- distruzione della flora microbica
influenzano negativamente la funzione delle cellule tiroidee. Oltre allo stress psicogeno, agiscono per lunghi periodi di tempo e alterano la composizione e la morfologia delle cellule tiroidee.
Qual è il trattamento più efficace della malattia
La somministrazione di ormoni tiroidei è uno strumento fondamentale in grado di migliorare il quadro clinico e la qualità della vita del paziente. Tuttavia, aggiustare i farmaci 2-3 volte durante l’anno non può simulare l’aggiustamento continuo e preciso che attua il corpo umano, con risposte che vengono effettuate in un intervallo di tempo di pochi secondi.
Anche quando la ghiandola funziona male fino all’80%, questa percentuale può essere coperta con la terapia ormonale sostitutiva, senza compromettere la qualità della vita del paziente. Il restante 20% della funzione della ghiandola può coprire in misura significativa i normali adattamenti del metabolismo alle esigenze della vita quotidiana, consentendo un’ottima qualità della vita.
Ecco perché è molto importante mantenere la funzione residua della ghiandola, che consente all’organismo di adattarsi metabolicamente a questi cambiamenti.
Per migliorare sostanzialmente il quadro clinico, il trattamento della malattia di Hashimoto deve comprendere, oltre alla regolazione degli ormoni tiroidei, l’identificazione e la correzione delle carenze e dei disturbi metabolici che la accompagnano.
Poiché le carenze marginali di micronutrienti nel corpo si accumulano gradualmente nel tempo e portano alla malattia, sono necessari tempo e impegno per correggerle.
Altrimenti, se le carenze e i disordini metabolici coinvolti nello sviluppo della malattia non vengono gestiti, il suo decorso progredisce verso un costante e graduale peggioramento attraverso riacutizzazioni e recessioni, gravando sulla vita quotidiana e sullo stato di salute del paziente.
Test specialistici determinano il trattamento della tiroidite di Hashimoto
L’identificazione e il trattamento dei disturbi metabolici possono essere effettuati solo eseguendo test specialistici che analizzano piccole molecole nel sangue. Vengono rilevati disturbi metabolici associati al decorso e alla manifestazione della tiroidite di Hashimoto. Lo stato metabolico di una persona è il principale fattore di rischio per l’insorgenza della malattia.
Questa tipologia delle analisi non è paragonabile ai comuni test di laboratorio. Si tratta di test altamente specializzati, eseguiti da meno di 10 laboratori in tutto il mondo secondo standard molto elevati.
In Italia vengono eseguiti esclusivamente nella nostra clinica.
Questi test si chiamano Analisi Metabolomiche™. Misurano molecole molto piccole che partecipano alle reazioni chimiche del corpo. Il loro vantaggio è che registrano con esattezza le carenze e i disturbi metabolici, rendendo così efficace il trattamento e la prevenzione delle malattie autoimmuni e croniche.
Marcatori rilevati dalle Analisi Metabolomiche™
Le Analisi Metabolomiche™ identificano i disordini metabolici che favoriscono lo sviluppo e la manifestazione della malattia di Hashimoto e riguardano:
- carenze di micronutrienti: le carenze di vitamina D, vitamina C, selenio, zinco, antiossidanti e omega-3 sono associate al peggioramento della funzione del sistema immunitario, dell’infiammazione e dello stato di salute nei pazienti di Hashimoto.
- produzione di energia nei mitocondri (organelli dove viene prodotta l’energia nelle cellule): la disfunzione mitocondriale è associata a un cattivo funzionamento della ghiandola tiroidea e allo sviluppo della malattia di Hashimoto. La ridotta prestazione dei mitocondri porta la tiroide a funzionare eccessivamente e a diminuire gradualmente la sua funzione.
- difficoltà nel metabolismo degli zuccheri semplici: il consumo di zuccheri semplici superiore a quello che ciascun organismo riesce a metabolizzare, scatena l’infiammazione ed è un indicatore importante del decorso della malattia.
- resistenza all’insulina: l’insulina agisce come un fattore soppressivo nella funzione della ghiandola tiroidea. Livelli elevati di insulina interrompono anche la funzione del sistema immunitario, peggiorano l’autoimmunità e accelerano la distruzione delle ghiandole.
- metabolismo dei neurotrasmettitori: sostanze come la dopamina, la serotonina e l’adrenalina trasmettono messaggi tra le cellule e regolano il funzionamento del sistema nervoso e ormonale. Le Analisi Metabolomiche™ forniscono informazioni accurate sulla secrezione di neurotrasmettitori specifici.
- metabolismo degli acidi grassi: il rapporto tra i grassi omega-3 e omega-6 è un indicatore importante della capacità dell’organismo di gestire l’infiammazione, mentre allo stesso tempo svolgono un ruolo centrale nella regolazione della normale risposta del sistema immunitario.
- stato della flora microbica dell’organismo: l’alterazione del microbiota è associata a un deterioramento della funzione del sistema immunitario e della sua capacità di distinguere tra i propri tessuti ed elementi esogeni, come microbi e virus patogeni.
Il trattamento moderno della malattia di Hashimoto si concentra sul ripristino dei disturbi di cui sopra, individuando e correggendo le carenze e i disturbi metabolici che hanno portato allo sviluppo della malattia, al fine di mantenere lo stato metabolico ottimale dell’organismo.
Risultati ottenuti con le Analisi Metabolomiche™
Sulla base della nostra esperienza clinica in pazienti affetti dalla malattia di Hashimoto, interventi medici in base ai risultati delle Analisi Metabolomiche™ portano a:
- Migliorare il decorso della malattia, prevenendo l’ulteriore distruzione della ghiandola tiroidea.
- Mantenere e rafforzare la restante funzione della ghiandola tiroidea, che consente all’organismo di adattarsi metabolicamente ai continui cambiamenti richiesti dalle esigenze della vita quotidiana, consentendo un’ottima qualità di vita.
- Ridurre gradualmente i livelli di autoanticorpi.
- Ridurre la sensazione di stanchezza e aumentare i livelli di energia.
- Migliorare l’umore e ridurre delle transizioni emotive intense, dovute al cattivo funzionamento della ghiandola.
- Ridurre il rischio di danni ad altri organi e la manifestazione di ulteriori malattie autoimmuni.
- Migliorare il metabolismo e raggiungere un peso corporeo normale.
- Migliorare la risposta ai farmaci.
Di solito sono necessari 6-8 mesi per ottenere un cambiamento significativo, un anno per stabilizzare il corpo a un livello di funzionamento migliore e due anni per ottenere risultati ottimali.
Man mano che le deviazioni dal funzionamento ideale vengono corrette, il corpo riattiva i normali processi metabolici e manifesta esigenze diverse.
I cambiamenti si verificano simultaneamente in molteplici vie metaboliche del corpo all’inizio del trattamento. Questi sono di vitale importanza da identificare e gestire in modo appropriato per continuare il processo di recupero. Altrimenti, i processi di recupero del corpo non progrediscono, ritardando notevolmente il miglioramento della salute.
Attraverso la nostra esperienza clinica abbiamo scoperto che correggere le carenze dell’organismo in vitamine e altri elementi, ripristinare il metabolismo e regolare il peso a livelli normali, cambia radicalmente in meglio il decorso della malattia di Hashimoto e migliora la qualità della vita dei pazienti un quadro di costante deterioramento, ad uno di costante miglioramento.
È fondamentale intervenire il più rapidamente possibile per ripristinare quanto sopra, con l’obiettivo di inibire la progressione della malattia.
Se vuoi avere informazioni sulle malattie che trattiamo e su come possiamo aiutarti:
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