
Perché l’insulino-resistenza è così strettamente correlata alle malattie autoimmuni?
L’insulino-resistenza è un disturbo metabolico che è spesso alla base di molti dei problemi che si verificano nelle persone con malattie autoimmuni. In realtà, è una malattia a sé stante.
Se soffri di una malattia autoimmune e manifesti stanchezza persistente, problemi alla tiroide, accumulo di grasso viscerale, bassi livelli di energia, sbalzi d’umore o una forte predisposizione all’infiammazione, potresti essere affetto da insulino-resistenza.
Le malattie autoimmuni hanno un background metabolico significativo e l’insulino-resistenza è uno dei principali disturbi che ne favoriscono lo sviluppo. Questa condizione compromette il funzionamento del sistema immunitario, è direttamente collegata alle riacutizzazioni infiammatorie e peggiora la salute generale dei pazienti con malattie autoimmuni.
Cos’è l’insulino-resistenza?
L’insulino-resistenza si verifica quando le cellule del corpo non rispondono correttamente al segnale di questo ormone.

L’insulina viene secreta quando i livelli di glucosio nel sangue aumentano e induce le cellule ad assorbire glucosio. Tuttavia, le cellule assorbono solo la quantità di glucosio che riescono a convertire in energia. Una volta sature di glucosio, le cellule smettono di rispondere all’insulina e “resistono” al suo segnale.
L’eccesso di glucosio che rimane nel sangue stimola un’ulteriore secrezione di insulina, che converte il glucosio in eccesso in grasso.
Oltre a regolare i livelli di glucosio nel sangue, l’insulina controlla la produzione di energia e il metabolismo dei grassi, tra le altre funzioni essenziali. Infatti, quasi l’intero sistema endocrino dipende dalla sua azione.
L’insulina come fattore di crescita
Un’altra funzione essenziale dell’insulina è quella di agire come fattore di crescita, promuovendo la proliferazione cellulare. Livelli elevati di insulina accelerano la proliferazione cellulare, favorendo così la crescita delle cellule del tessuto adiposo, delle cellule tumorali e delle cellule coinvolte nei processi infiammatori.
Livelli elevati di insulina portano a un aumento del grasso viscerale e a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni, diabete, obesità e cancro.
Sintomi associati all’insulino-resistenza
L’insulino-resistenza causa una serie di disturbi legati al metabolismo del glucosio e dei lipidi, favorendo la produzione di sostanze pro-infiammatorie (citochine).
Il conseguente aumento dei livelli di citochine, combinato con un’elevata concentrazione di insulina, porta a una diffusa interruzione del sistema ormonale e immunitario, peggiorando costantemente il decorso delle malattie autoimmuni.
L’insulino-resistenza può causare:
- Bassi livelli di energia
- Aumento dell’infiammazione
- Nervosismo, soprattutto a digiuno
- Trigliceridi elevati
- Bassi livelli di HDL, il colesterolo “buono”
- Ipertensione
- Accumulo di grasso viscerale con aumento della circonferenza addominale
- Riacutizzazioni più frequenti di malattie autoimmuni
- Stato protrombotico
- Alternanza di irritabilità e spossatezza
- Aumento di peso e difficoltà a perdere peso, anche con un ridotto apporto calorico e una maggiore attività fisica
- Aterosclerosi e maggiore rischio cardiovascolare
- Disfunzioni gastrointestinali (bruciore di stomaco, stitichezza, diarrea, sensazione di gonfiore e distensione addominale)
- Squilibri ormonali
- Aumento del rischio di sviluppare ulteriori malattie autoimmuni
- Prediabete e diabete
Alti livelli di insulina possono persistere per anni, fino a quando il pancreas non si “esaurisce” a causa della sua eccessiva produzione e produce quantità minori di insulina. Man mano che la capacità di produrre insulina diminuisce gradualmente, i livelli di glicemia iniziano ad aumentare.
Se i livelli di glicemia mattutini sono superiori a 100 mg/dl, si parla di prediabete. Se sono superiori a 126 mg/dl, si parla di diabete di tipo 2.
Insulino-resistenza, prediabete e diabete rappresentano stadi successivi dello stesso disturbo metabolico, il cui progressivo peggioramento. Il rischio aumenta da uno stadio all’altro, principalmente a seconda della durata della condizione.
Purtroppo, il danno inizia quando i livelli di insulina rimangono elevati per anni, molto prima che i livelli di glicemia aumentino e venga diagnosticato il diabete. Di conseguenza, al momento della diagnosi di diabete, il 50% dei pazienti presenta già complicanze croniche, come malattie cardiovascolari, malattie renali croniche, retinopatia, infiammazione cronica, ecc.
Misurare solo il glucosio nel sangue non consente una corretta valutazione dell’insulino-resistenza.
Spesso, i rischi associati all’insulino-resistenza e al prediabete non vengono affrontati adeguatamente, anche perché non esiste un farmaco in grado di risolvere efficacemente questi disturbi. Si tratta di disturbi dovuti allo stile di vita, alla dieta e alle carenze di micronutrienti, fattori che richiedono interventi precisi e personalizzati.
Gestire l’insulino-resistenza
Gli interventi per affrontare l’insulino-resistenza includono:
- Farmaci
- Interventi volti a identificare e correggere carenze e disturbi metabolici che influenzano negativamente il metabolismo del glucosio.
- Terapia farmacologica
La terapia farmacologica consiste solitamente nella somministrazione di metformina (Glucophage, ecc.) e negli ultimi anni, soprattutto in caso di aumento di peso, può essere raccomandato un trattamento iniettabile con semaglutide, liraglutide o altri agonisti del recettore del GLP-1 (Ozempic, Wegovy, Saxenda).
La metformina ha effetti metabolici positivi, tuttavia non è tollerata da tutti, a causa dei suoi effetti collaterali gastrointestinali.
Gli agonisti del recettore del GLP-1, come semaglutide e liraglutide (Ozempic, Wegovy, Saxenda), sono associati a gravi effetti collaterali, come significativa perdita di massa muscolare e ossea, tessuto connettivo, idea suicida, cancro alla tiroide, paralisi del tratto gastrointestinale e invecchiamento precoce.
Interventi metabolici per affrontare l’insulino-resistenza
Identificare l’insulino-resistenza e i disturbi metabolici correlati è fondamentale per migliorare la salute di chi soffre di malattie autoimmuni e croniche. I disturbi principali includono:
- Metabolismo del glucosio alterato
- Carenze di micronutrienti
- Disturbi del microbiota e aumento della permeabilità intestinale
- Danno ossidativo da sostanze nocive
- Ridotta capacità antiossidante (capacità di riparazione dei danni)
Fino a poco tempo fa, la valutazione dei processi di produzione di energia, del metabolismo del glucosio e l’identificazione dei disturbi che portano allo sviluppo dell’insulino-resistenza non erano fattibili nella pratica clinica.
Pertanto, gli sforzi per migliorare il metabolismo del glucosio si basavano su linee guida generali, che hanno mostrato un’efficacia limitata.
Negli ultimi anni, l’introduzione delle Analisi Metabolomiche™ ha permesso l’identificazione e la misurazione precise delle cause della disfunzione cellulare nel metabolizzare il glucosio e il loro trattamento selettivo, contribuendo al ripristino del normale stato metabolico dell’organismo.
Le Analisi Metabolomiche™ identificano:
- Disturbi del metabolismo del glucosio
- Esistenza di insulino-resistenza
- Carenze o aumentati fabbisogni di micronutrienti
- Danno ossidativo
- Capacità antiossidante dell’organismo (capacità dell’organismo di affrontare il danno ossidativo)
- Stato del microbioma
- Permeabilità della mucosa intestinale
- Metabolismo degli ormoni dello stress (dopamina, adrenalina, cortisolo).
Sulla base dei risultati delle Analisi Metabolomiche™, il medico elabora il piano terapeutico più appropriato per ciascun paziente.
Correggere l’insulino-resistenza, attraverso interventi medici sullo stile di vita, affrontando le carenze di micronutrienti e una corretta alimentazione, ha un effetto positivo sulla salute:
- Aumenta i livelli di energia e riduce l’affaticamento
- Migliora significativamente la vita quotidiana delle persone affette da malattie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto, la psoriasi, l’artrite reumatoide e la colite ulcerosa
- Equilibra la funzione del sistema immunitario
- Riduce la frequenza delle ricadute nelle malattie autoimmuni
- Riduce il rischio di sviluppare ulteriori malattie autoimmuni
- Ottimizza il metabolismo e contribuisce alla perdita di peso
- Riduce il grasso viscerale
- Riduce il rischio di malattie cardiovascolari e diabete
- Migliora il metabolismo di zuccheri e lipidi
- Riduce significativamente l’infiammazione cronica e i sintomi ad essa associati, come dolore, ritenzione idrica, disturbi dell’umore, stitichezza, febbricola e malessere.
Dalla nostra esperienza clinica, è emerso che il trattamento dell’insulino-resistenza, la correzione delle carenze di vitamine e altri nutrienti, il ripristino di un metabolismo efficiente e il mantenimento del peso corporeo a livelli normali portano a un netto miglioramento della salute delle persone affette da malattie autoimmuni.
Le Analisi Metabolomiche™ consentono l’identificazione precoce dei disturbi metabolici e un intervento mirato, prevenendo così l’insorgenza di danni significativi e il peggioramento delle malattie autoimmuni.
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