Uno studio ha evidenziato che il consumo quotidiano di caffè, soprattutto in quantità più elevate, riduce in modo significativo l’aumento del rischio di mortalità associato a uno stile di vita sedentario prolungato. Analizzando i dati di 10.639 adulti seguiti fino a 13 anni, i ricercatori hanno osservato che trascorrere oltre 8 ore al giorno seduti aumenta il rischio di morte per tutte le cause del 46% e quello di morte cardiovascolare del 79%, rispetto a chi rimane seduto meno di 4 ore al giorno. Tuttavia, indipendentemente dal tempo di sedentarietà, un consumo più elevato di caffè era associato a un rischio di mortalità più basso. Le persone che bevono caffè e stanno sedute per sei o più ore al giorno presentavano un rischio simile a quello di chi trascorre meno tempo seduto.
Il ruolo biologico del caffè e i limiti della sedentarietà
Questo effetto ha una spiegazione biologica: la sedentarietà prolungata altera il metabolismo del glucosio e favorisce l’infiammazione, con un aumento dei marker pro-infiammatori e della proteina C-reattiva (PCR). Il caffè contiene oltre 1.000 sostanze bioattive, tra cui caffeina e polifenoli, dotate di proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, in grado di migliorare la sensibilità all’insulina e ridurre l’infiammazione. Il caffè quotidiano può quindi contribuire alla protezione della longevità in un contesto sempre più sedentario, ma non può sostituire l’attività fisica: il movimento resta un pilastro fondamentale per la salute fisica e mentale e va promosso il più possibile.
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