Climaterio & Menopausa: una storia dell’orrore o un’opportunità di cambiamento?

Spesso, nella pratica clinica, ascoltiamo e incontriamo storie di donne il cui corpo è cambiato completamente durante il climaterio e la menopausa.

I sintomi possono interessare qualsiasi parte del corpo:

  • Sudorazione e vampate di calore
  • Insonnia e disturbi del sonno
  • Aumento del peso corporeo
  • Eccessivo accumulo di grasso addominale e aumento del volume del seno
  • Sbalzi d’umore con irritabilità, ansia e malinconia
  • Stanchezza e mancanza di energia
  • Riduzione del desiderio sessuale
  • Secchezza e atrofia vaginale
  • Difficoltà di concentrazione e disturbi della memoria
  • Cefalea ed emicrania
  • Palpitazioni
  • Dolori muscolari
  • Problemi urologici (incontinenza, infezioni, minzione frequente)
  • Cambiamenti cutanei (secchezza, assottigliamento, rughe)
  • Caduta o diradamento dei capelli
  • Riduzione della densità ossea
  • Riduzione della massa muscolare
  • Disturbi gastrointestinali (gonfiore, stitichezza, diarrea)

Inoltre, durante il climaterio e la menopausa aumentano il rischio cardiovascolare, le malattie autoimmuni, così come il rischio di diabete e di disturbi della tiroide.

Perché però alcune donne presentano sintomi intensi e altre no?
Da cosa dipendono questi cambiamenti così drastici?
Come possiamo ridurre questi sintomi?

La menopausa è il periodo in cui il ciclo mestruale si interrompe per 12 mesi consecutivi. Il climaterio o perimenopausa è la fase di cambiamenti ormonali che precede la menopausa. In passato si pensava durasse 3–4 anni, ma oggi i dati mostrano che può protrarsi per 7–10 anni.


Il ruolo delle ovaie

I sintomi del climaterio sono direttamente collegati alla qualità e al numero degli ovociti. Vediamo perché.

Durante l’età riproduttiva, estrogeni e progesterone sono prodotti principalmente dalle ovaie nell’ambito di un ciclo che prepara l’organismo a una possibile gravidanza e mantiene la salute riproduttiva generale.

Con l’avanzare dell’età, la qualità e il numero degli ovociti diminuiscono. Quando la riserva ovarica si riduce, le ovaie diventano meno sensibili ai segnali ormonali inviati dal cervello (FSH e LH, secreti dall’ipofisi).

Per compensare questa ridotta risposta, il cervello aumenta i livelli di FSH e LH per stimolare più intensamente le ovaie. Questo porta a livelli irregolari di estrogeni e progesterone e provoca i tipici sintomi del climaterio (vampate, sbalzi d’umore, cicli irregolari), che possono iniziare 7–10 anni prima della menopausa.

Le donne che presentano una riduzione più rapida del numero o una peggiore qualità degli ovociti entrano prima nel climaterio e manifestano sintomi più intensi. Una diminuzione rapida o marcata della riserva ovarica comporta generalmente oscillazioni ormonali più pronunciate e sintomi perimenopausali più severi.


Fattori che influenzano negativamente la qualità e il numero degli ovociti

  1. Età: riduzione naturale, soprattutto dopo i 35 anni.
  2. Fumo: accelera la perdita degli ovociti e ne peggiora la qualità.
  3. Carenze nutrizionali e cattiva alimentazione: la mancanza di nutrienti, in particolare antiossidanti, vitamine e minerali, aumenta il tasso di distruzione degli ovociti.
  4. Ridotta produzione di energia (disfunzione mitocondriale): fattore chiave che contribuisce alla riduzione della qualità e quantità degli ovociti con l’età; riduce inoltre la risposta dei tessuti agli estrogeni, intensificando i sintomi.
  5. Insulino-resistenza: aumenta gli androgeni, compromette la funzione ovarica e ostacola la normale maturazione degli ovociti.
  6. Disturbi ormonali: come sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), patologie tiroidee o diabete non controllato.
  7. Obesità o perdita di peso estrema: alterano l’equilibrio ormonale e la funzione ovarica.
  8. Stress cronico: aumenta lo stress ossidativo e altera l’equilibrio ormonale.
  9. Infiammazione cronica: condizioni come endometriosi o malattie autoimmuni danneggiano gli ovociti.
  10. Eccessivo consumo di alcol: riduce la riserva e la qualità ovocitaria.
  11. Esposizione a sostanze tossiche: sostanze chimiche, pesticidi, inquinanti ambientali e interferenti endocrini.
  12. Trattamenti medici: chemioterapia, radioterapia o interventi chirurgici pelvici.

La riduzione del numero e della qualità degli ovociti è generalmente associata a oscillazioni ormonali più marcate e quindi a sintomi perimenopausali più intensi.


Resistenza agli estrogeni

Livelli elevati e prolungati di estrogeni durante il climaterio possono portare a una condizione chiamata resistenza agli estrogeni.

Durante la perimenopausa, i livelli di estrogeni spesso fluttuano ampiamente e talvolta risultano particolarmente elevati. Un aumento prolungato o ripetuto degli estrogeni può ridurre la sensibilità dei recettori estrogenici dell’organismo.

Questa ridotta sensibilità, nota come resistenza agli estrogeni, significa che i tessuti non rispondono in modo efficace agli estrogeni, anche quando i loro livelli nel sangue sono alti.

Le conseguenze includono:

  • Sintomi più intensi del climaterio: vampate, sbalzi d’umore, stanchezza e cicli irregolari peggiorano.
  • Disturbi metabolici: peggioramento dell’insulino-resistenza, aumento di peso, difficoltà nel controllo di glicemia e colesterolo.
  • Ridotta azione protettiva: diminuiscono i benefici degli estrogeni su ossa, cuore e cervello, aumentando il rischio di osteoporosi, malattie cardiovascolari e disturbi cognitivi.

La resistenza agli estrogeni rappresenta quindi un fattore chiave che aggrava sintomi e complicanze del climaterio.


Terapia ormonale sostitutiva

L’assunzione di estrogeni in presenza di resistenza può peggiorare il quadro clinico e compromettere la salute delle pazienti. Per questo motivo, la terapia ormonale sostitutiva risulta più efficace nei periodi in cui i livelli di estrogeni sono più bassi, alla fine del climaterio e all’inizio della menopausa.

Tuttavia, finché le carenze e le alterazioni metaboliche che hanno causato la disfunzione ormonale restano non corrette, la terapia ormonale non può offrire i massimi benefici possibili.

Una gestione efficace dei problemi di salute associati al climaterio e alla menopausa richiede l’identificazione e la correzione delle carenze e delle alterazioni metaboliche che influenzano la funzione ovarica e l’equilibrio estrogenico.

La correzione delle carenze nutrizionali e dei disturbi metabolici – come l’insulino-resistenza, la ridotta produzione di energia, le alterazioni del microbiota e l’infiammazione cronica – può trasformare radicalmente la qualità della vita e migliorare in modo significativo la salute globale delle donne durante il climaterio e la menopausa.

FONTI:

 Cho L et al. Rethinking Menopausal Hormone Therapy: For Whom, What, When, and How Long? Circulation. 2023 Feb 14.
– Perimenopause. Cleveland Clinic DISEASES & CONDITIONS/PERIMENOPAUSE
– Desai, M. K., & Brinton, R. D. Autoimmune Disease in Women: Endocrine Transition and Risk Across the Lifespan. Frontiers in Endocrinology, 2019 Apr 29.
– Monteiro, R., Teixeira, D., & Calhau, C. (2014). Estrogen Signaling in Metabolic Inflammation. Mediators of Inflammation, 2014.
– Hodis HN et al. Methods and baseline cardiovascular data from the Early versus Late Intervention Trial with Estradiol testing the menopausal hormone timing hypothesis. Menopause. 2015 Apr.
– Miller VM, et al. The Kronos Early Estrogen Prevention Study (KEEPS): what have we learned? Menopause. 2019 Sep;26