Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha analizzato i dati di due milioni di persone provenienti da 39 Paesi, con l’obiettivo di valutare il rapporto tra fattori di rischio cardiovascolare e aspettativa di vita complessiva [1].
Sono stati esaminati i seguenti cinque fattori:
- Ipertensione arteriosa
- Colesterolo
- Peso corporeo molto basso o elevato
- Diabete
- Fumo
È emerso che, in presenza di tutti e cinque i fattori, una donna su quattro aveva una probabilità di sviluppare una cardiopatia nel corso della vita, mentre per gli uomini il rischio era di uno su tre.
Al contrario, le persone che non presentavano nessuno dei cinque fattori vivevano più a lungo: circa 14 anni in più per le donne e quasi 12 anni in più per gli uomini. Il beneficio riguardava anche gli anni di vita in buona salute, senza malattia cardiovascolare: 13,3 anni in più per le donne e 10,6 anni in più per gli uomini.
La cessazione del fumo è risultata l’intervento associato al maggiore aumento degli anni di vita senza morte, seguita dal controllo efficace dell’ipertensione.
Il colesterolo e il peso corporeo elevato non sono risultati associati a una differenza significativa. Il colesterolo non ha mostrato un effetto chiaro perché valori molto bassi o molto elevati possono entrambi essere associati a un aumento del rischio, rendendo l’impatto complessivo meno definito. Il peso corporeo elevato, invece, spesso si accompagna a diabete e ipertensione, fattori che influenzano il rischio in modo più diretto e marcato.
È importante sottolineare che i principali fattori di rischio sono modificabili. L’ipertensione, il peso corporeo e il diabete possono essere regolati attraverso cambiamenti dello stile di vita, dell’alimentazione e la correzione delle carenze nutrizionali.
Il colesterolo, come dimostrato da numerosi studi negli ultimi anni, quando gli altri quattro fattori sono ben controllati, non sembra avere da solo un peso determinante [2–4].
Il fumo, infine, spesso compensa una ridotta produzione di energia dell’organismo e diventa più facile da sospendere quando vengono corrette le carenze e le disfunzioni metaboliche che ne riducono l’efficienza.
FONTI:
