
Artrite reumatoide: si guarisce? Prima un po’ di background: l’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria autoimmune cronica che colpisce più sistemi del corpo. Questa patologia, oltre alle articolazioni, può colpire anche altri organi, come il cuore, gli occhi, la pelle o il sistema respiratorio. Va a colpire la salute di una persona a più livelli [1].
Negli ultimi due decenni, la comprensione dei meccanismi che portano al suo sviluppo è aumentata, con conseguente miglioramento delle cure per l’artrite reumatoide e del decorso di questa specifica malattia autoimmune. Ma è possibile guarire dall’artrite reumatoide?
Artrite reumatoide: cure
Attualmente per curare l’artrite reumatoide si ricorre al trrattamento farmaceutico e chirurgico, nello specifico le terapie per artrite reumatoide prevedono l’utilizzo di:
- Antinfiammatori non steroidei: Algofren, Brufen, Naprosyn, Voltaren. Sono somministrati per via orale o topica in forma di gel o in forma iniettabile.
- Corticosteroidei: Medrol, Prezolon. Sono utilizzati nella fase acuta per controllare i sintomi. La dose viene quindi gradualmente ridotta.
- Agenti antireumatici modificanti la malattia: Metotrexato, Plaquenil, Arava, Salopirina. Ritardano la progressione della malattia e proteggono le articolazioni da danni permanenti.
- Agenti biologici: Orencia, Humira, Kineret, Remicade, Cimzia, Enbrel, Xeljanz. Sono terapie immunomodulatorie che prendono di mira il sistema immunitario che innesca l’infiammazione e provoca danni articolari
- Sinectomia: rimozione chirurgica della membrana che ricopre l’interno dell’articolazione.
- Interventi su articolazioni e tendini: riparazione di rotture tendinee o artrodesi.
- Artroplastica: si riferisce alla sostituzione chirurgica di articolazioni danneggiate con articolazioni artificiali in metallo o materiali plastici.
Artrite reumatoide: la guarigione è possibile?
Trattandosi di una malattia autoimmune, purtroppo non si può parlare di una vera e propria guarigione per l’artrite reumatoide. Tuttavia, il trattamento moderno dell’artrite reumatoide si concentra sul ripristino di disturbi metabolici utilizzando, in combinazione con interventi farmaceutici, interventi medici che riguardano lo stile di vita e l’alimentazione per correggere le carenze di micronutrienti, al fine di ridurre gli effetti dell’infiammazione continua.
Negli ultimi anni sono state individuate 5 principali carenze di micronutrienti che contribuiscono allo sviluppo della malattia [2-7]:
- Vitamina D e cofattori: la vitamina D ha un effetto antinfiammatorio e immunomodulatore. I pazienti con AR necessitano di livelli significativamente più elevati di questa vitamina per beneficiarne. Inoltre, l’organismo ha bisogno di altre vitamine e minerali che lavorino in sinergia con la vitamina D: si tratta di vitamina K2, magnesio, boro, zinco, vitamine del complesso B, calcio.
- Magnesio: la mancanza di magnesio può causare infiammazioni. La sua mancanza aumenta la sensazione di dolore, previene la rigenerazione della cartilagine, influisce negativamente sulla salute delle ossa e sulla funzione muscolare.
- Probiotici: il cambiamento nella composizione della flora microbica dell’organismo e la mancanza di probiotici è associato alla manifestazione dell’AR e al peggioramento del suo decorso.
- Grassi Omega 3: le carenze di grassi omega-3 aggravano l’infiammazione, sopprimono i meccanismi di guarigione e influiscono negativamente sulla funzione del sistema immunitario.
- Vitamina C e aminoacidi: la vitamina C è essenziale per la guarigione del tessuto connettivo e del collagene. La sua mancanza, unita alla mancanza di aminoacidi necessari per controllare l’infiammazione e potenziare i meccanismi di guarigione, ritarda la guarigione delle ferite. È un importante fattore immunoregolatore.
Le carenze degli elementi di cui sopra influenzano il funzionamento del sistema immunitario, la capacità del corpo di gestire l’infiammazione e di ripristinare il danno articolare.
I disordini metabolici che promuovono lo sviluppo e la manifestazione dell’AR riguardano:
- il metabolismo del glucosio
- il metabolismo degli aminoacidi (i componenti strutturali di base delle proteine)
- il metabolismo dei lipidi
- la produzione di energia nei mitocondri (organelli cellulari in cui viene prodotta l’energia)
- le carenze di micronutrienti
Le cure moderne per l’artrite reumatoide
I pazienti con AR sono maggiormente a rischio di carenze di micronutrienti. Ciò è dovuto alla perdita di peso e alla cachessia (stato di deperimento generale) che spesso accompagnano la malattia.
Nei pazienti con infiammazione cronica, la secrezione di sostanze proinfiammatorie (citochine), aumenta il metabolismo basale e la scomposizione delle proteine. Le carenze di vitamine e minerali più frequentemente osservate nei pazienti con AR sono quelle di acido folico, vitamina C, vitamina D, vitamina B6, vitamina B12, vitamina E, calcio, magnesio, zinco e selenio.
L’integrazione dei suddetti micronutrienti, dopo l’esecuzione di apposite analisi, può rendersi necessaria al fine di correggere le carenze rilevate. Questo ripristino mira a migliorare lo stato di salute e il decorso della malattia degli individui con AR [8,9].
Inoltre, l’alterazione della flora microbica dell’organismo è legata allo sviluppo e al decorso della malattia.
Interventi medici per il trattamento dei disturbi metabolici nell’artrite reumatoide
Secondo una recente pubblicazione della Stanford School of Medicine, gli interventi medici che migliorano lo stato metabolico del paziente sono ora considerati il modo ideale per controllare la malattia e l’infiammazione persistente nell’artrite reumatoide.
L’esecuzione di apposite analisi che individuano con precisione i disturbi metabolici e le carenze dell’organismo, guidano gli interventi medici nella correzione di queste ultime, dello stile di vita e dell’alimentazione, con l’obiettivo di migliorare il decorso della AR. Questi test si chiamano Analisi Metabolomiche™. Esse misurano le quantità di metaboliti, (molecole molto piccole che partecipano alle reazioni chimiche del corpo) registrando le carenze esatte e i disordini metabolici.
La nostra terapia per l’artrite reumatoide
I pazienti spesso ci chiedono se dovrebbero interrompere o modificare il trattamento che stanno ricevendo dal loro reumatologo. La risposta è no. Essi continuano a essere curati normalmente dal loro medico, in contemporanea al nostro trattamento.
Di solito ci vogliono 6-8 mesi per ottenere un cambiamento significativo, un anno per stabilizzare il corpo a un livello migliore di funzionamento e due anni per ottenere risultati ottimali. Man mano che le deviazioni dal funzionamento ideale vengono corrette, il corpo riattiva i normali processi metabolici e mostra bisogni diversi.
Con l’inizio del trattamento, i cambiamenti si verificano contemporaneamente in più vie metaboliche del corpo. È importante identificare e gestire questi cambiamenti in modo appropriato al fine di continuare il processo di recupero dell’organismo. In caso contrario, questi ultimi non progrediscono, ritardando notevolmente il miglioramento della salute.
Oltre al trattamento dei sintomi e alla regolazione dei farmaci che il paziente riceve dal reumatologo curante, devono essere affrontati i disturbi e le carenze metaboliche che influenzano la qualità della vita dei pazienti e peggiorano la sintomatologia e il decorso della malattia.
È fondamentale intervenire il più rapidamente possibile per ripristinare quanto sopra, con l’obiettivo di inibire la progressione della malattia.
Attraverso la nostra esperienza clinica, scopriamo che l’AR migliora nella maggior parte dei casi: i suddetti interventi medici mirati riguardanti lo stile di vita e l’alimentazione, rendono possibile la graduale trasformazione del decorso della malattia da uno stato di progressivo deterioramento ad un graduale miglioramento [10,11].
La medicina oggi ha più strumenti di quanti ne avesse solo dieci o cinque anni fa. Quando i farmaci, la correzione delle carenze e la nutrizione sono adattati al profilo metabolico di ciascun paziente, cambiano radicalmente la qualità della vita e il decorso della malattia dei malati di AR.
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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
[1] Metabolic Control of Autoimmunity and Tissue Inflammation in Rheumatoid Arthritis. Jingtao Qiu1, Bowen Wu1, Stuart B. Goodman2, Gerald J. Berry3, Jorg J. Goronzy1 and Cornelia M. Weyand1. Front. Immunol., 02 April 2021
[2] Micronutrient deficiencies in patients with COVID-19: how metabolomics can contribute to their prevention and replenishment. Dimitris Tsoukalas and Evangelia Sarandi. BMJ Nutri Prev Heal. Nov. 2020; bmjnph-2020-000169
[3] Relationships Between Vitamin D, Gut Microbiome, and Systemic Autoimmunity. Yamamoto EA, Jørgensen TN. Front Immunol. (2020).
[4] Micronutrients in autoimmune diseases: possible therapeutic benefits of zinc and vitamin D. Wessels I, Rink L. The Journal of Nutritional Biochemistry (2020).
[5] Dietary Habits and Nutrition in Rheumatoid Arthritis: Can Diet Influence Disease Development and Clinical Manifestations? Chiara Gioia et al. Nutrients 2020,
[5] Managing Rheumatoid Arthritis with Dietary Interventions imageShweta Khanna et al. Front. Nutr., 08 November 2017.
[6] The Effect of Vitamin D Supplementation on Rheumatoid Arthritis Patients: A Systematic Review and Meta-Analysis Yuanyuan Guan et al. Front. Med., 30 October 2020
[7] Vitamin and Mineral Guide for Arthritis. Arthritis Foundation, accessed Jan 2022.
[8] Micronutrients in autoimmune diseases: possible therapeutic benefits of zinc and vitamin D. Wessels I, Rink L. The Journal of Nutritional Biochemistry (2020).
[9] Dietary factors in rheumatic autoimmune diseases: a recipe for therapy?. Dahan, S., Segal, Y. & Shoenfeld, Y. Nature Reviews Rheumatology (2017).
[10] Micronutrient deficiencies in patients with COVID-19: how metabolomics can contribute to their prevention and replenishment. Dimitris Tsoukalas and Evangelia Sarandi. BMJ Nutri Prev Heal. Nov. 2020.
[11] Metabolic profiling of organic and fatty acids in chronic and autoimmune diseases. EvangeliaSarandi, Dimitris Tsoukalas et al. Advances in Clinical Chemistry Volume 101, 2021, Elsevier. Pages 169-229.
