Le patatine fritte in oli di semi aumentano il rischio di diabete del 20%

Uno studio pubblicato sul BMJ (British Medical Journal) ha rilevato che il consumo di patate cucinate con metodi diversi dalla frittura (al forno, bollite, ecc.) non è associato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2.
Al contrario, l’assunzione della stessa quantità di patatine fritte è risultata associata a un aumento del rischio di diabete di tipo 2 pari al 20% [1].


Patatine fritte e tossine: un confronto allarmante

In un altro studio correlato, pubblicato sulla rivista Hepatobiliary Surgery and Nutrition, i ricercatori riportano che:

“Il contenuto di molecole tossiche (aldeidi) presente in una porzione di 154 g di patatine fritte non differisce in modo significativo da quello prodotto dal fumo di 25 sigarette al giorno” [2].

Questo dato evidenzia il potenziale impatto nocivo dei prodotti della frittura sulla salute metabolica.


Oli di semi

Gli oli di semi vengono prodotti in condizioni di alte temperature, che favoriscono l’ossidazione dei grassi [1,2].
Successivamente, per eliminare l’odore sgradevole causato dall’ossidazione, questi oli subiscono:

  • processi di raffinazione chimica
  • deodorizzazione
  • aggiunta di coloranti, per ottenere il caratteristico colore giallo pallido [2]

A causa della loro forte lavorazione industriale, gli oli di semi:

  • hanno perso gran parte dei nutrienti e degli antiossidanti naturali
  • presentano un alto grado di ossidazione
  • si ossidano ulteriormente anche solo a contatto con l’aria
  • diventano ancora più instabili durante la cottura, soprattutto con la frittura

Gli oli di semi moderni, prodotti su larga scala, sono prodotti industriali che non facevano parte della dieta umana tradizionale.
Sono stati introdotti solo negli ultimi 100 anni e non devono essere confusi con:

  • l’olio extravergine di oliva
  • i grassi naturalmente presenti nella frutta secca
  • gli oli vegetali ottenuti con metodi tradizionali e delicati, senza alte temperature né trattamenti chimici [2,3]

I grassi consigliati per cucinare e friggere

I grassi tradizionali consigliati per l’uso quotidiano, inclusa la frittura, sono:

  • olio extravergine di oliva
  • burro di capra
  • burro di pecora
  • olio di sesamo spremuto a freddo

Altri grassi tradizionalmente utilizzati in diverse parti del mondo e considerati sicuri includono:

  • olio di avocado
  • Ghee (burro chiarificato)
  • olio di cocco
  • olio di macadamia

Evidenze osservate

Negli ultimi 20 anni, attraverso decine di migliaia di Analisi Metabolomiche specialistiche, è stato osservato che:

  • l’eliminazione degli alimenti ultra-processati e degli oli di semi
  • associata all’uso di grassi tradizionali

è correlata a un miglioramento significativo dello stato di salute generale.

I risultati, pubblicati in numerosi studi clinici e presentati in congressi scientifici internazionali, mostrano:

  • miglioramento della produzione energetica mitocondriale
  • rafforzamento della funzione del sistema immunitario
  • aumento della sensibilità all’insulina
  • miglioramento dell’andamento di patologie infiammatorie croniche come:
    • malattie autoimmuni
    • patologie cardiovascolari
    • diabete
    • asma

Parallelamente, è stata osservata una riduzione di:

  • ossidazione cellulare
  • infiammazione cronica
  • senso di affaticamento
  • sbalzi dell’umore [4–8]

RIFERIMENTI:

1.Mousavi SM et al. Total and specific potato intake and risk of type 2 diabetes: results from three US cohort studies and a substitution meta-analysis of prospective cohorts. BMJ. 2025.

2. Grootveld M, Percival BC, Grootveld KL. Chronic non-communicable disease risks presented by lipid oxidation products in fried foods. Hepatobiliary Surg Nutr. 2018.

3. Broadfield LA et al. Integration of lipidomics with targeted, single cell, and spatial transcriptomics defines an unresolved pro-inflammatory state in colon cancer. Gut. 2024.

4. Tsoukalas D, Tsatsakis A et al. Metabolomics-based treatment for chronic diseases: results from a multidisciplinary clinical study. BMJ Nutr Prev Health. 2024 Dec.

5. Sarandi E, Tsoukalas D. et al. Metabolic profiling of organic and fatty acids in chronic and autoimmune diseases. Adv Clin Chem. 2021.

6. Micronutrient deficiencies and metabolic status, associations with infectious and autoimmune diseases. Tsoukalas D, Saranti E.13th International Congress on Autoimmunity Greece, 12 June, 2022.

7. Papamichael MM, Tsoukalas D, Itsiopoulos C et al. Efficacy of a Mediterranean diet supplemented with fatty fish in ameliorating inflammation in paediatric asthma: a randomised controlled trial. J Hum Nutr Diet. 2019.

8. Evangelia Sarandi, Dimitris Tsoukalas. Identifying the metabolic profile of Hashimoto’s thyroiditis from the METHAP clinical study. Nature Scientific Reports. 2025 Apr 11