
Microbiota intestinale: come influenza le malattie autoimmuni
La maggior parte dei pazienti affetti da malattie autoimmuni manifesta disturbi della funzionalità gastrointestinale. Gonfiore, distensione addominale, alternanza di diarrea e stitichezza e difficoltà a digerire il cibo sono alcuni dei sintomi gastrointestinali che affliggono i pazienti affetti da queste patologie.
Oltre ai disturbi gastrointestinali, i pazienti affetti da malattie autoimmuni manifestano sintomi quali stanchezza e scarsa energia, disturbi dell’umore, aumento di peso, dolori articolari e crampi muscolari.
I sintomi gastrointestinali sono dovuti ad alterazioni del microbioma intestinale e a disturbi della motilità dell’apparato digerente.
Il microbioma svolge un ruolo centrale nel funzionamento dell’apparato digerente. Allo stesso tempo, influisce su diverse funzioni metaboliche, come l’assorbimento dei nutrienti e la regolazione del sistema immunitario e nervoso.
Flora intestinale e autoimmunità
L’apparato gastrointestinale svolge un ruolo importante nei meccanismi di sviluppo delle malattie autoimmuni. La funzionalità della mucosa intestinale, lo stato del microbioma (l’insieme dei microbi di un organismo) e l’interazione del tratto gastrointestinale con il sistema nervoso sono legati all’insorgenza di numerose malattie autoimmuni.
È interessante notare che l’80% del sistema immunitario è localizzato nel tratto gastrointestinale, dove la sua funzione è regolata attraverso meccanismi complessi e dal sistema nervoso enterico autonomo, completamente scollegato dal sistema nervoso centrale. Il 90% della serotonina e il 50% della dopamina totale, insieme a una moltitudine di altri neurotrasmettitori, vengono prodotti nell’apparato digerente.
In quanto porta di accesso al corpo per cibo e microbi, il tratto gastrointestinale ha la capacità di regolare la risposta immunitaria a proteine, componenti e microrganismi. Quando riconosce un ingrediente come alimento, non lo attacca e ne consente la digestione e l’assorbimento nel sangue. Al contrario, quando non si entra in contatto con alimenti interi e non alterati, questa regolazione è assente.
Quando consumiamo alimenti che hanno subito un’intensa lavorazione industriale e contengono composti chimici che ne impediscono la decomposizione, come antibiotici e conservanti, ormoni, ma anche sostanze irritanti in grandi quantità come glutine, alcol, coloranti ed esaltatori di sapidità, è facile capire che il danno causato non si limita al disagio dispeptico, ma compromette il funzionamento dell’intero tratto gastrointestinale.
Permeabilità alterata
Una delle funzioni fondamentali della mucosa intestinale è quella di isolare il contenuto intestinale dal flusso sanguigno. Le cellule intestinali sono collegate tra loro da legami forti (giunzioni strette) che impediscono la diffusione del contenuto intestinale nel sangue.
Spesso però si perde la continuità della mucosa intestinale e si verifica permeabilità e diffusione di elementi non digeriti, anche microbi, nel sangue, che iperattivano il sistema immunitario e causano infiammazione. L’infiammazione può colpire sia l’intestino che altri organi.
Si ritiene che l’aumento della permeabilità intestinale agisca da fattore scatenante e che negli individui con predisposizione ereditaria e flora intestinale alterata possa essere un fattore centrale nell’attivazione dei meccanismi autoimmuni.
Le sostanze che appesantiscono il sistema gastrointestinale e la flora intestinale possono essere antibiotici, conservanti alimentari, terapie ormonali, un consumo eccessivo di glutine e alcol, coloranti, esaltatori di sapidità e altri.
A causa dell’interruzione della funzione digestiva e dell’assorbimento dei nutrienti, si verificano carenze di micronutrienti, come:
- vitamine: C, D, E, K2
- minerali: selenio, zinco, magnesio
- aminoacidi: glutammina, arginina, lisina, prolina
- acidi grassi omega: omega-3, benefici omega-6, monoinsaturi
sono comuni nei pazienti affetti da malattie autoimmuni.
Queste carenze specifiche incidono sulla funzionalità gastrointestinale, sul funzionamento del sistema immunitario e sulla salute generale. Inoltre, l’alterazione della flora microbica è un fattore chiave nello sviluppo e nel peggioramento del decorso delle malattie autoimmuni.
Il ruolo dei probiotici nel migliorare la salute intestinale
I probiotici sono batteri benefici che aiutano a mantenere una buona salute e a regolare il sistema gastrointestinale. Si trovano negli alimenti fermentati come olive, yogurt, kefir e crauti.
È noto che i probiotici aiutano a regolare la flora intestinale e a migliorare i sintomi associati allo stomaco. intestinale.
Esistono altre due categorie di ingredienti benefici che aiutano a stabilizzare la flora intestinale e a migliorare la salute gastrointestinale, ma che non sono molto conosciuti. Si tratta dei prebiotici e dei metabiotici.
I prebiotici sono componenti alimentari non digeribili, come le fibre alimentari, che favoriscono la crescita di microrganismi nell’intestino.
I metabiotici sono composti prodotti dai batteri benefici (probiotici) durante il processo di fermentazione nell’intestino. La metabiotica può influenzare il sistema immunitario e la salute generale in diversi modi:
- Ha un’azione antinfiammatoria: inibisce la produzione di citochine pro-infiammatorie.
- Migliora la funzionalità della barriera intestinale, riducendo la probabilità che sostanze nocive entrino nel flusso sanguigno e innescando una risposta immunitaria.
- Modifica la microflora intestinale. La metabiotica può aiutare a mantenere un sano equilibrio della flora intestinale inibendo la crescita dei batteri nocivi e favorendo la crescita di quelli benefici.
- Regolaz il sistema immunitario: i metabiotici possono regolare l’attività delle cellule immunitarie, come i macrofagi.
L’identificazione e la correzione delle carenze, nonché la loro correzione mediante interventi medici sullo stile di vita, l’integrazione e l’alimentazione, migliorano significativamente i sintomi gastrointestinali e lo stato di salute generale dei pazienti affetti da malattie autoimmuni.
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