Perché i pazienti con malattie autoimmuni provano stanchezza e hanno bassi livelli di energia

Uno dei problemi più comuni che i pazienti affetti da malattie autoimmuni riferiscono al proprio medico è l’affaticamento e i bassi livelli di energia. Foto di Ruben Ramirez su Unsplash.

Perché i pazienti con malattie autoimmuni provano stanchezza e hanno bassi livelli di energia

Uno dei problemi più comuni che i pazienti affetti da malattie autoimmuni riferiscono al proprio medico sono la stanchezza e i bassi livelli di energia.

Molte persone a cui è stata diagnosticata una malattia autoimmune si sentono stanche più spesso del normale. Si svegliano stanche, hanno difficoltà ad affrontare gli obblighi lavorativi e le loro relazioni interpersonali e sono tese a causa del basso livello di energia.

Le carenze nel corpo di vitamine e micronutrienti, così come i disturbi metabolici, come la resistenza all’insulina, peggiorano significativamente i livelli di energia e la vita quotidiana delle persone con diagnosi di malattie autoimmuni.

Gli interventi medici nello stile di vita, nella correzione delle carenze e nella nutrizione, migliorano significativamente i livelli di energia dei pazienti autoimmuni e cambiano radicalmente il decorso delle malattie autoimmuni da un quadro di costante peggioramento ad uno di costante miglioramento.

Il ciclo fatica-riposo

La stanchezza è una sensazione normale che si manifesta dopo un’attività fisica significativa, solitamente alla fine della giornata. La stanchezza segnala che il corpo ha bisogno di riposarsi, riparare i danni subiti durante la giornata e recuperare le forze.

Tuttavia, sempre più pazienti autoimmuni scoprono che riposare non è sufficiente per ritrovare i livelli di energia necessari per far fronte alle esigenze della vita.

Si svegliano stanchi, hanno sonnolenza, difficoltà di concentrazione, ridotta lucidità mentale e irritabilità, che deriva dall’esaurimento del corpo e dallo sforzo che fanno per riuscire nei loro obblighi.

Mitocondri e produzione di energia

Il 90% dell’energia necessaria al corpo umano viene prodotta negli organelli situati all’interno delle cellule, i mitocondri. Ogni cellula del corpo contiene diverse migliaia di mitocondri.

Figura 1: Il 90% dell’energia di cui il corpo umano ha bisogno per funzionare è prodotta nei mitocondri.  US National Human Genome Research Institute

Il loro ruolo è convertire gli ingredienti del cibo che mangiamo in energia. Un sistema di reazioni chimiche a catena che avvengono nei mitocondri, produce costantemente energia all’interno delle cellule.

La disfunzione dei processi di produzione di energia nelle cellule si manifesta con una sensazione di stanchezza e spossatezza gradualmente crescente che non viene alleviata dopo il riposo.

La bassa efficienza energetica del corpo dovuta alla disfunzione mitocondriale è un fattore importante nella manifestazione di malattie croniche come malattie autoimmuni, malattie cardiache, cancro, obesità e diabete [1-3].

I principali fattori che causano la disfunzione mitocondriale sono i seguenti:

  • Mancanza di micronutrienti come vitamine, minerali e antiossidanti.
  • Bassa attività fisica.
  • Mangiare calorie vuote: alimenti altamente trasformati con basso valore nutrizionale.
  • Predisposizione genetica.
  • Produzione di radicali liberi che causano danni cellulari (ossidazione), a un ritmo più veloce di quanto il corpo possa riparare (meccanismi antiossidanti).

I pazienti autoimmuni presentano carenze di cui non sono a conoscenza

I pazienti con malattie autoimmuni presentano carenze e disturbi metabolici comuni tra loro, indipendentemente dal tipo di malattia autoimmune che manifestano.

Il monitoraggio medico dei pazienti affetti da malattie autoimmuni deve coniugare sia il controllo dell’infiammazione e dei sintomi della malattia, sia la correzione delle carenze e dei disturbi metabolici che hanno portato al suo sviluppo.

È necessario eseguire esami specifici, poiché è necessario registrare con precisione le carenze e i disturbi metabolici che hanno portato allo sviluppo della malattia, al fine di progettare un piano di trattamento completo per affrontarla.

La fame nascosta

Carenze marginali di micronutrienti nell’organismo si accumulano gradualmente nel tempo e portano alla malattia.

La “fame nascosta” è la marginale carenza di micronutrienti. Il termine si riferisce alle carenze accumulate nel corpo di nutrienti essenziali, come vitamine, minerali, antiossidanti e altri.

La fame nascosta è un fattore importante nello sviluppo di malattie autoimmuni e croniche, nonché di carenze di micronutrienti che:

  • Deregolamentano il funzionamento del sistema immunitario
  • Aggravano l’infiammazione
  • Aumentano la vulnerabilità alle infezioni
  • Peggiorano il decorso di malattie croniche, come quelle autoimmuni, cardiovascolari, diabete, obesità e malattie respiratorie.

Nonostante le carenze di micronutrienti siano comuni e colpiscano quasi tutta la popolazione, spesso non vengono diagnosticate.

Vitamine e sostanze nutritive, come la vitamina D, gli acidi grassi omega3, il magnesio, il selenio e i probiotici, hanno un effetto immunoregolatore. Cioè, sono necessari per la normale regolazione del sistema immunitario.

La marginale carenza di nutrienti passa inosservata per molti anni fino alla manifestazione di una malattia. Ma anche quando si manifesta, è molto difficile collegarla ad una carenza specifica poiché è dovuta a molteplici fattori.

Malattie autoimmuni e vita quotidiana

La maggior parte delle malattie autoimmuni non sono associate ad una significativa riduzione dell’aspettativa di vita. Tuttavia, disturbano notevolmente la routine quotidiana e la qualità della vita delle persone che ne soffrono con sintomi come:

  • Dolore cronico
  • Mancanza di energia e stanchezza
  • Disturbi gastrointestinali
  • Infiammazione cronica
  • Disturbi dell’umore
  • Calo o aumento del peso corporeo
  • Ridotta chiarezza mentale
  • Disordini del sonno
  • Suscettibilità alle infezioni

Questi influiscono in modo significativo sulla vita quotidiana dei pazienti con diagnosi di malattia autoimmune. Infatti, è normale che i pazienti si “abituino” gradualmente all’esistenza dei sintomi e smettano di notarli, considerando che questo è il flusso “normale” della vita.

Le malattie autoimmuni sono dovute a carenze e disturbi metabolici che agiscono contemporaneamente per molti anni o decenni fino alla loro manifestazione:

  • Resistenza all’insulina
  • Carenza di vitamina D
  • Carenze di micronutrienti
  • Distruzione del microbiota
  • Incapacità di gestire l’infiammazione cronica
  • Ridotta produzione di energia

I fattori di cui sopra influenzano negativamente il funzionamento del sistema ormonale, gastrointestinale, nervoso e immunitario.

Agendo per lunghi periodi di tempo, alterano la composizione e la morfologia delle cellule dell’organo colpito e portano ad un peggioramento del decorso della malattia.

Per la gestione efficace delle malattie autoimmuni e il miglioramento della loro salute, l’assunzione di farmaci e la sola soppressione del sistema immunitario non sono sufficienti. Insieme ai farmaci, è necessario identificare e gestire le carenze dell’organismo e i disturbi metabolici che portano alla loro manifestazione e influenzano il decorso della malattia.

Correzione di carenze e disturbi metabolici

Il graduale sviluppo di carenze borderline, che passano inosservate, in combinazione con disturbi metabolici come la resistenza all’insulina, l’alterazione del microbiota e l’infiammazione cronica, agiscono come fattori chiave nella manifestazione delle malattie autoimmuni.

È importante sottolineare che queste conseguenze possono essere invertite correggendo le carenze. Correggere le carenze di micronutrienti è essenziale nel trattamento delle malattie autoimmuni.

È necessario eseguire esami specialistici, poiché è necessario registrare con precisione le carenze e i disturbi metabolici che hanno portato allo sviluppo della malattia, al fine di progettare un piano di trattamento completo per affrontarla.

Fino a pochi anni fa, con i metodi di misurazione classici, era particolarmente difficile rilevare esattamente le carenze di ciascun individuo. Quindi la loro correzione si basava su linee guida generali.

Negli ultimi anni sono diventati disponibili test specialistici che misurano piccole molecole che partecipano alle reazioni chimiche dell’organismo e registrano le esatte carenze e disturbi metabolici associati allo stato di salute di una persona.

Questi test sono uno strumento diagnostico aggiuntivo per i medici. Registrano accuratamente le carenze di micronutrienti e ne consentono la correzione immediata mediante la somministrazione di dosi terapeutiche.

Ripristinare le carenze dell’organismo e migliorare il profilo metabolico è una priorità nella lotta all’autoimmunità.

Test specialistici determinano il decorso delle malattie autoimmuni

Questi test sono rivolti a pazienti a cui sono state diagnosticate malattie autoimmuni o croniche. Si tratta di un metodo di misurazione sensibile che rileva le carenze dell’organismo e i disturbi metabolici associati al decorso e alla manifestazione di questa categoria di malattie.

Questa tipologia di analisi specifiche non è paragonabile ai comuni test di laboratorio. Si tratta di test altamente specialistici, eseguiti in meno di 10 laboratori in tutto il mondo con standard molto elevati.

In Italia vengono eseguiti esclusivamente nella nostra clinica.

L’esatta identificazione e il trattamento dei disturbi metabolici avvengono esclusivamente mediante l’esecuzione di test specialistici che analizzano piccole molecole nel sangue.

Questi test si chiamano Analisi Metabolomiche™. Misurano molecole molto piccole che partecipano alle reazioni chimiche del corpo. Il loro vantaggio è che registrano con esattezza le carenze e i disturbi metabolici legati allo stato di salute del paziente, rendendo così efficace il trattamento delle malattie autoimmuni.

Marcatori rilevati dalle Analisi Metabolomiche™

Le Analisi Metabolomiche™ rilevano marcatori che identificano:

  • carenze di vitamine, enzimi, minerali, aminoacidi e acidi grassi omega 3
  • disturbi metabolici come la resistenza all’insulina
  • la gestione dell’infiammazione
  • la capacità di produrre energia (funzione mitocondriale)
  • la capacità antiossidante del corpo
  • lo stato della flora intestinale (microbioma)
  • la presenza di disturbi nel metabolismo di proteine, carboidrati e lipidi
  • disturbi nel funzionamento del sistema nervoso
  • disturbi della funzione ormonale

Fino a pochi anni fa, con i metodi di misurazione classici, era particolarmente difficile rilevare esattamente le carenze di ciascun individuo. Negli ultimi anni, con l’utilizzo delle Analisi Metabolomiche™, si rilevano piccole molecole che partecipano alle reazioni chimiche dell’organismo e si registrano con precisione carenze e disturbi metabolici.

Risultati ottenuti con le Analisi Metabolomiche™

La correzione di carenze e disordini metabolici riduce la sensazione di affaticamento, migliora i livelli di energia e la vita quotidiana dei pazienti affetti da affaticamento.

Secondo la nostra esperienza clinica, il ripristino dei meccanismi di produzione dell’energia nell’organismo porta a:

  • Eliminare la sensazione di stanchezza cronica e spossatezza e ripristinare la normale sensazione di stanchezza che viene eliminata da un adeguato riposo.
  • Migliorare i livelli di energia.
  • Migliorare il decorso della maggior parte delle malattie croniche, in particolare delle malattie autoimmuni e infiammatorie.
  • Migliorare la qualità del sonno
  • Migliorare l’umore.
  • Migliorare la lucidità mentale e la concentrazione.

La medicina oggi dispone di più strumenti rispetto a dieci o cinque anni fa. Interventi medici mirati per correggere le carenze dell’organismo, combinati con l’uso di nuovi farmaci più efficaci e più amichevoli, modificano il decorso della malattia e la qualità della vita di questi pazienti.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

[1] Is Mitochondrial Dysfunction a Common Root of Non-communicable Chronic Diseases? Alexis Diaz-Vegas et al. Endocrine Reviews June 2020
[2] Mitochondria Linked to Autoimmunity. Michelle Mohney. Northwestern University Feinberg School of Medicine. JAN 11, 2019
[3] Mitochondrial TCA cycle metabolites control physiology and disease. Inmaculada Martínez-Reyes & Navdeep S. Chandel. Nature Communications. January 2020.
[4] Prediction of Autoimmune Diseases by Targeted Metabolomic Assay of Urinary Organic Acids. Tsoukalas D, Fragoulakis V et al. Metabolites . 2020 Dec.