
Perché i pazienti con malattie autoimmuni spesso soffrono di disturbi gastrointestinali
La maggior parte dei pazienti con malattie autoimmuni soffre di disturbi gastrointestinali.
Gli interventi medici nello stile di vita, nella correzione delle carenze e nella nutrizione, migliorano significativamente i sintomi gastrointestinali e lo stato di salute generale dei pazienti con malattie autoimmuni.
I sintomi gastrointestinali sono dovuti ad un’alterazione del microbiota intestinale e a disturbi della motilità dell’apparato digerente.
Il microbiota ha un ruolo centrale nel funzionamento del sistema digestivo: oltre all’assorbimento dei nutrienti, influisce su numerose funzioni metaboliche, come la regolazione del sistema immunitario e nervoso.
Apparato gastrointestinale e regolazione della risposta immunitaria
Come porta d’ingresso per il cibo e i microbi nel corpo, il tratto gastrointestinale ha la capacità di regolare la risposta immunitaria a proteine, nutrienti e microrganismi.
Quando riconosce un ingrediente come cibo non lo attacca e ne permette la digestione e l’assorbimento nel sangue. Al contrario, quando non si è a contatto con alimenti interi e inalterati, questa regolazione è assente.
Il consumo di alimenti che hanno subito un’intensa lavorazione industriale grava sul sistema gastrointestinale. Il disturbo non rimane solo a livello di disturbi dispeptici, ma influisce sul funzionamento generale dell’organismo.
Le sostanze che gravano sul sistema gastrointestinale e sulla flora intestinale possono essere antibiotici, conservanti alimentari, trattamenti ormonali, aumento dell’assunzione di glutine e alcol, coloranti, esaltatori di sapidità e altri.
Inoltre, l’alterazione della flora microbica è un fattore chiave nello sviluppo e nel peggioramento del decorso delle malattie autoimmuni.
Carenze specifiche influenzano la funzione gastrointestinale, la funzione del sistema immunitario e lo stato di salute generale.
A causa del disturbo nel funzionamento della digestione e nell’assorbimento dei nutrienti, possono verificarsi carenze di micronutrienti, come:
- vitamine: C, D, E, K2
- minerali: selenio, zinco, magnesio
- aminoacidi: glutammina, arginina, lisina, prolina
- acidi grassi omega: omega-3, omega-6 benefici, monoinsaturi
che sono comuni anche nei pazienti con malattie autoimmuni.
Sintomi e trattamento
I sintomi gastrointestinali più comuni sono digestione lenta, stitichezza, distensione addominale e sintomi della colecisti con calcoli biliari. Il paziente spesso tenta di correggere i suddetti sintomi modificando la dieta, ma senza successo.
La difficoltà nel curare la malattia è dovuta al fatto che carenze e disturbi metabolici agiscono contemporaneamente e portano poi alla sua manifestazione. Durante questo periodo, sono presenti sintomi che influenzano in modo significativo la vita di tutti i giorni.
Oltre ai disturbi gastrointestinali infatti, i pazienti affetti da malattie autoimmuni sperimentano affaticamento e calo di energia, disturbi dell’umore, aumento di peso, dolori articolari e crampi muscolari.
Per migliorare sostanzialmente il quadro clinico e la qualità della vita di questi pazienti, il trattamento della malattia deve quindi includere, oltre all’assunzione dei farmaci appropriati, l’identificazione e la correzione delle carenze e dei disturbi metabolici che la accompagnano.
Test specialistici determinano il trattamento delle malattie autoimmuni
L’identificazione e il trattamento delle carenze e dei disturbi metabolici possono essere effettuati solo eseguendo test specialistici che analizzano piccole molecole nel sangue. Vengono rilevati disturbi metabolici associati al decorso e alla manifestazione di malattie autoimmuni. Lo stato metabolico di una persona è il principale fattore di rischio per questa classe di malattie.
Questi test si chiamano Analisi Metabolomiche™. Misurano molecole molto piccole che partecipano alle reazioni chimiche del corpo. Il loro vantaggio è che registrano con esattezza le carenze e i disturbi metabolici, rendendo così efficace il trattamento e la prevenzione delle malattie autoimmuni e croniche.
Marcatori rilevati dalle Analisi Metabolomiche™
Le Analisi Metabolomiche™ identificano i disordini metabolici che favoriscono lo sviluppo e la manifestazione di malattie autoimmuni e riguardano:
- carenze di micronutrienti: le carenze di vitamina D, vitamina C, selenio, zinco, antiossidanti e omega-3 sono associate al peggioramento della funzione del sistema immunitario, dell’infiammazione e dello stato di salute nei pazienti autoimmuni.
- produzione di energia nei mitocondri (organelli dove viene prodotta l’energia nelle cellule): la disfunzione mitocondriale è legata al funzionamento del sistema immunitario e alla manifestazione di sintomi, come la mancanza di energia.
- difficoltà nel metabolismo degli zuccheri semplici: un consumo di zuccheri semplici superiore a quello metabolizzabile da ciascun organismo, scatena l’infiammazione ed è un indicatore importante del decorso della malattia.
- resistenza all’insulina: l’insulina agisce come un fattore soppressivo nella funzione immunitaria. Livelli elevati di insulina interrompono anche la funzione del sistema immunitario, peggiorano l’autoimmunità e accelerano la distruzione degli organi colpiti dalla malattia.
- metabolismo dei neurotrasmettitori: sostanze come la dopamina, la serotonina e l’adrenalina trasmettono messaggi tra le cellule e regolano il funzionamento del sistema nervoso e ormonale. Le Analisi Metabolomiche™ forniscono informazioni accurate sulla secrezione di neurotrasmettitori specifici.
- metabolismo degli acidi grassi: il rapporto tra i grassi omega-3 e omega-6 è un indicatore importante della capacità dell’organismo di gestire l’infiammazione, mentre allo stesso tempo svolgono un ruolo centrale nella regolazione della normale risposta del sistema immunitario.
- stato della flora microbica dell’organismo: l’alterazione del microbioma è associata a un deterioramento della funzione del sistema immunitario e della sua capacità di distinguere tra i propri tessuti ed elementi esogeni, come microbi e virus patogeni.
Il moderno trattamento delle malattie autoimmuni si concentra sul ripristino dei disturbi di cui sopra, individuando e correggendo le carenze e i disturbi metabolici che hanno portato allo sviluppo della malattia, al fine di mantenere lo stato metabolico ottimale dell’organismo.
Sulla base della nostra esperienza clinica in pazienti con malattie autoimmuni, gli interventi medici in base ai risultati delle Analisi Metabolomiche™ determinano:
- un miglioramento del decorso della malattia, prevenendo l’ulteriore distruzione dell’organo colpito dal sistema immunitario.
- Riduzione dei sintomi dovuti all’infiammazione cronica: dolore, convulsioni, febbricola cronica, affaticamento, cattivo umore (malinconia, ipertensione, irritabilità), fame intensa, sonnolenza, disturbi del sonno e ridotta lucidità mentale.
- Riduzione della sensazione di stanchezza e aumento dei livelli di energia.
- Miglioramento della chiarezza mentale, l’umore e riduzione degli sbalzi emotivi intensi.
- Riduzione del rischio di danni ad altri organi e della manifestazione di ulteriori malattie autoimmuni.
- Miglioramento del metabolismo e raggiungimento di un peso corporeo normale.
- Miglioramento del funzionamento del sistema gastrointestinale.
- Riduzione della suscettibilità alle infezioni e migliore funzione immunitaria. La normale funzione del sistema immunitario viene notevolmente rafforzata, tanto che riconosce i propri tessuti e li separa dai microrganismi patogeni.
- Miglioramento della risposta ai farmaci.
Di solito sono necessari 6-8 mesi per ottenere un cambiamento significativo, un anno per stabilizzare il corpo a un livello di funzionamento migliore e due anni per ottenere risultati ottimali.
Man mano che le deviazioni dal funzionamento ideale vengono corrette, il corpo riattiva i normali processi metabolici e manifesta esigenze diverse.
I cambiamenti si verificano simultaneamente in molteplici vie metaboliche del corpo con l’inizio del trattamento. Questi devono essere identificati e gestiti adeguatamente per poter continuare il processo di recupero. Altrimenti, i processi di recupero del corpo non progrediscono, ritardando notevolmente il miglioramento della salute.
È fondamentale intervenire il più rapidamente possibile per ripristinare quanto sopra, con l’obiettivo di inibire la progressione della malattia.
Il nostro team scientifico ha gestito più di 25.000 casi di malattie autoimmuni e croniche.
Attraverso la nostra esperienza clinica abbiamo riscontrato che correggere le carenze dell’organismo in vitamine e altri elementi e ripristinare i disordini metabolici, cambia radicalmente in meglio il decorso delle malattie autoimmuni e migliora la qualità della vita dei pazienti, da un quadro di costante peggioramento, ad uno di miglioramento costante.
Se vuoi essere informato sulle malattie che trattiamo e su come possiamo aiutarti, chiama lo 02 8239 6856 oppure prenota subito cliccando qui:
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
- Is a Normal TSH Synonymous With “Euthyroidism” in Levothyroxine Monotherapy?
Sarah J. Peterson, Elizabeth A. McAninch, Antonio C. Bianco. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism 2016. - Diagnosis -Rheumatoid arthritis NHS UK accessed 11 May 2022.
- What Is Seronegative Rheumatoid Arthritis? emedicine Cunha JP. Reviewed on 2/18/2022
- Inflammatory markers in systemic lupus erythematosus Martin Aringe J Autoimmun. 2020
- Assessment of disease activity in Systemic Lupus Erythematosus: Lights and shadows Fulvia Ceccarelli et al. Autoimmun Rev . 2015.
- Disease activity and patient reported outcome measures in Sjögren’s – what are the best tools to evaluate? Raphaèle Seror et al. Rheumatology, August 2021.
- C-Reactive Protein, Fecal Calprotectin, and Stool Lactoferrin for Detection of Endoscopic Activity in Symptomatic Inflammatory Bowel Disease Patients: A Systematic Review and Meta-Analysis Mosli, Mahmoud et al. American Journal of Gastroenterology: June 2015.
- Dietary micronutrients in the wake of COVID-19: an appraisal of evidence with a focus on high-risk groups and preventative healthcare. McAuliffe S, Ray S, Fallon E, et al. BMJ Nutr Prev Heal 2020:bmjnph-2020-000100.
- Micronutrient deficiencies in patients with COVID-19: how metabolomics can contribute to their prevention and replenishment. Dimitris Tsoukalas1,2 and Evangelia Sarandi2,3 BMJ Nutri Prev Heal. Nov. 2020; bmjnph-2020-000169
- The end of inflammation? New approach could treat dozens of diseases. National Geographic MARCH 4, 2022
- Challenges, Progress, and Prospects of Developing Therapies to Treat Autoimmune Diseases. Lars Fugger et al. Cell April 2020
- Autoimmune Association Resource Center Tips No 8. Accessed May 2022.
- Mitochondria Linked to Autoimmunity. Michelle Mohney. Northwestern University Feinberg School of Medicine. JAN 11, 2019
- Prediction of Autoimmune Diseases by Targeted Metabolomic Assay of Urinary Organic Acids. Tsoukalas D, Fragoulakis V et al. Metabolites . 2020 Dec.
- Dietary factors in rheumatic autoimmune diseases: a recipe for therapy? Shani Dahan, Yahel Segal1 and Yehuda Shoenfeld. NATURE REVIEWS | RHEUMATOLOGY. 13 Apr 2017.
- Metabolic profiling of organic and fatty acids in chronic and autoimmune diseases. Evangelia Sarandi, Dimitris Tsoukalas et al. Advances in Clinical Chemistry. July 15, 2020. Elsevier Inc.
- Non-communicable Diseases in the Era of Precision Medicine: An Overview of the Causing Factors and Prospects. Dimitris Tsoukalas12, Evangelia Sarandi12, Maria Thanasoula1. Bio#Futures. Springer, Cham. May 2021.
- Targeted Metabolomic Analysis of Serum Fatty Acids for the Prediction of Autoimmune Diseases. Dimitris Tsoukalas, Vasileios Fragoulakis, Evangelia Sarandi et. al. Frontiers in Molecular Biosciences, Metabolomics (6), 2019, November.
- The glucose transporter GLUT3 controls T helper 17 cell responses through glycolytic-epigenetic reprogramming. Sophia M.Hochrein et al. Cell Metabolism 21 March 2022.
- How sugar promotes inflammation Julius Maximilians University of Würzburg, 2022.
- Insulin Resistant Pathways are associated with Disease Activity in Rheumatoid Arthritis and are Subject to Disease Modification through Metabolic Reprogramming; A Potential Novel Therapeutic Approach,” Lorna Gallagher Sian Cregan Monika Biniecka, et al. Arthritis and Rheumatolology. Dec. 16, 2019. https://doi.org/10.1002/art.41190
