Uno studio clinico del nostro gruppo, pubblicato su Nature Scientific Reports, ha analizzato i fattori metabolici associati alla tiroidite di Hashimoto. La tiroidite di Hashimoto è la più comune malattia autoimmune e la principale causa di ipotiroidismo, colpendo soprattutto le donne tra i 25 e i 55 anni.
Nonostante la terapia standard si basi sulla somministrazione di ormoni tiroidei, molti pazienti continuano a sperimentare stanchezza, bassa energia, disturbi gastrointestinali e difficoltà nel controllo del peso, anche quando il valore di TSH rientra nei limiti normali. Questo suggerisce che il problema non riguarda esclusivamente la tiroide.
Lo studio ha evidenziato il ruolo centrale della resistenza all’insulina, dell’infiammazione cronica e del microbiota intestinale. La resistenza all’insulina sembra ridurre l’efficacia della terapia ormonale, mentre la disbiosi intestinale peggiora lo stato infiammatorio e può influenzare la produzione degli ormoni tiroidei.
Sono state inoltre riscontrate frequenti carenze di micronutrienti essenziali, come iodio, ferro, selenio e zinco, insieme a bassi livelli di vitamina D. Attraverso le Analisi Metabolomiche™ è stata identificata una chiara “firma metabolica” della malattia. Questi risultati supportano un approccio più completo e personalizzato, che non si limiti alla terapia farmacologica, ma punti anche alla correzione delle alterazioni metaboliche e delle carenze nutrizionali che incidono sulla salute e sulla qualità di vita dei pazienti.
