
Quanta vitamina D possiamo assumere in sicurezza?
Vitamina D: Cosa dobbiamo sapere per assumere in sicurezza questa vitamina vitale.
Dott. Dimitris Tsoukalas, medico
L’importanza della vitamina D per la nostra salute è stata ampiamente riconosciuta e la misurazione dei suoi livelli ematici è ormai diventata parte degli esami di routine in un numero significativo di specialità mediche.
La misurazione dei suoi livelli è oggi spesso prescritta da endocrinologi, pediatri, neurologi, reumatologi, ortopedici, patologi e altri. Allo stesso tempo, sempre più medici prescrivono vitamina D nel tentativo di correggerne la carenza. Si tratta di un enorme progresso che può apportare benefici sostanziali nel migliorare la salute in modo semplice ed efficace.
Vitamina D e tossicità
Per ottenere i benefici che la vitamina D può darci, dobbiamo mantenere i livelli ematici sopra i 50 ng/mL durante tutto l’anno [2,3].
Il corpo umano produce 15.000-20.0000 UI di vitamina D con 20-30 minuti di esposizione al sole. Dosi di 5.000 -10.000 UI al giorno, per gli adulti, sono minime per ottenere un effetto biologico sufficiente e per raggiungere valori superiori a 50 ng/mL.
Per quanto riguarda la tossicità, in linea teorica essa può verificarsi può assumendo alcune forme medicinali di D, ma ciò risulta praticamente impossibileassumendo vitamina D nella sua forma naturale.
La forma abituale di vitamina D somministrata a scopo di integrazione è nella sua forma naturale –25(OH)D3– poiché è la stessa che viene prodotta nel corpo umano mediante l’esposizione al sole. Nello specifico si tratta di una previtamina, non attiva e attivata dall’organismo quando e se necessario.
I casi di tossicità registrati non riguardano la somministrazione di vitamina D nella sua forma naturale. Sono stati segnalati rari casi di tossicità in seguito alla somministrazione delle forme farmaceutiche D3: 1,25 (OH)2 D3.
Somministrazione di vitamina D
Ma la sua somministrazione, a dosi maggiori, può causare tossicità?
La risposta è che in teoria questo può accadere, ma in pratica è impossibile.
In letteratura sono riportati singoli casi in cui sono state erroneamente assunte enormi quantità di vitamina D3, come 2.400.000 o 1.680.000 unità di vitamina D al giorno [4]. Dopo l’assunzione di queste dosi, per 5 mesi, sono comparsi sintomicome crampi, nausea e vertigini. Per ottenere questa dose di vitamina D bisognerebbe consumare più di 400 capsule da 4.000 unità al giorno, il che è praticamente impossibile.
La vitamina D3 non è così tossica come si pensava.
il prof. Michael Holick, MD, Phd
Atti della Mayo Clinic [5]
Vitamina D e calcio
Una delle preoccupazioni comuni di medici e farmacisti riguardo all’assunzione di alte dosi di vitamina D è la tossicità dovuta all’aumento dei livelli di calcio nel sangue [6].
Dalla revisione degli studi sull’argomento non emerge alcun episodio di livelli tossici di calcio per livelli di vitamina D – nella sua forma naturale (25OHD3) – nel sangue fino a parecchie volte superiori alla norma (280 ng/mL), livelli normali sono fino a 100 ng/mL [4].
Le dosi massime di sicurezza raccomandate, secondo l’American Endocrinology Society, senza il monitoraggio e la misurazione dei livelli da parte di un medico, sono di 10.000 unità al giorno per gli adulti e 4.000 unità per i bambini dagli 8 ai 18 anni [6]. L’assunzione di dosi superiori a 10.000 UI al giorno, per colmare una carenza significativa di vitamina D, dovrebbe essere effettuata sotto il controllo di un medico e la misurazione dei suoi livelli nel sangue.
Le dosi sopra indicate sono del tutto normali e scontate, poiché il corpo umano dopo l’esposizione al sole, nel periodo estivo, produce 10-20.000 unità di vitamina D, in circa 15 minuti. Dosi di 5-10.000 UI al giorno, per gli adulti, sono il minimo per ottenere un effetto biologico sufficiente.
In letteratura non sono riportati casi di tossicità fino a dosi giornaliere di 30.000 unità al giorno di 25-OH-D3 (la forma di vitamina D prodotta nel nostro organismo dall’esposizione solare) e per livelli ematici fino a 200 ng/ ml per intervalli di tempo prolungati.
Quanta vitamina D possiamo assumere in sicurezza? SEO: VITAMINA D META: Vitamina D: quanta possiamo assumerne in sicurezza e a che livelli causa tossicità? In questo articolo faremo chiarezza. 07/11Dati più recenti indicano che la vitamina D è sicura a dosi molto più elevate di quanto precedentemente ritenuto sicuro [1,3,5]. Tuttavia, va notato che la vitamina D dovrebbe essere assunta insieme alla vitamina K2 e al magnesio, che sono i principali cofattori per ottenere il massimo effetto benefico.
Valori ideali della vitamina D e correzione delle carenze
Durante l’anno, i livelli più bassi di vitamina D si riscontrano tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.
Bassi livelli di vitamina D in questi periodi dell’anno sono associati ad una maggiore attività nelle malattie cardiache, nel diabete, nell’ipertensione e nelle malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, il Lupus Eritematoso Sistemico, la psoriasi e l’artrite reumatoide [7,8].
La vitamina D ha un importante effetto immunoregolatore e svolge un ruolo centrale nello sviluppo e nel decorso delle malattie autoimmuni. Livelli adeguatisono essenziali per il corretto funzionamento del sistema immunitario, sia per ridurre la probabilità di malattie da infezioni sia per la capacità del sistema immunitario di riconoscere i propri tessuti. Bassi livelli di vitamina D sono associati a più riacutizzazioni e a un decorso peggiore delle malattie autoimmuni [7-9].
“È praticamente impossibile causare tossicità assumendo vitamina D nella sua forma naturale, quella prodotta dal corpo umano attraverso l’esposizione al sole.”
Resistenza alla vitamina D
In uno studio recente, alle persone ad alto rischio di influenza stagionale o COVID-19 sono state somministrate 10.000 UI di vitamina D3 al giorno per diverse settimane per aumentare rapidamente i loro livelli. Successivamente si consigliava di assumere 5.000 UI al giorno. L’obiettivo era raggiungere livelli di vitamina 25(OH)D3 superiori a 40-60 ng/mL [10].
Nella correzione della carenza di vitamina D nei pazienti autoimmuni, ma anche in quelli con malattie gravi, si deve tenere conto del fatto che essi tendono a mostrare resistenza alla vitamina D. In questi casi sono necessarie dosi e livelli molto più elevati per poterla correggere. raggiungere la stessa attività biologica mostrata da D nei soggetti sani [11-16].
Attraverso la nostra esperienza clinica, abbiamo scoperto che la correzione della carenza di D non fornisce tutti i benefici se eseguita al momento di una riacutizzazione di una malattia cronica, autoimmune o acuta. Sono necessarie diverse settimane o addirittura mesi di somministrazione di dosi terapeutiche, insieme alla correzione delle carenze di cofattori della vitamina D come vitamina K2, vitamine del gruppo B, magnesio, zinco, per soddisfare le esigenze dell’organismo e osservare un miglioramento clinico significativo [11,15,16].
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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
- Changing Incidence of Serum 25-Hydroxyvitamin D Values Above 50 ng/mL: A 10-Year Population-Based Study Daniel V. Dudenkov, MD et. al. Mayo Clinic Proceedings
- Vitamin D in Health and Disease Robert P. Heaney Creighton University.
Clin J Am Soc Nephrol 3: 1535–1541, 2008. - Evidence that Vitamin D Supplementation Could Reduce Risk of Influenza and COVID-19 Infections and Deaths by William B. Grant et. al. https://www.mdpi.com/2072-6643/12/4/988/htm
- Risk assessment for vitamin D. John N Hathcock, Andrew Shao, Reinhold Vieth, and Robert Heaney. Am J Clin Nutr 2007;85:6–18
- Vitamin D Is Not as Toxic as Was Once Thought: A Historical and an Up-to-Date Perspective Michael F. Holick, PhD, MD Mayo Clinic Proceedings. DOI: https://doi.org/10.1016/j.mayocp.2015.03.015
- Evaluation, Treatment, and Prevention of Vitamin D Deficiency:
J Clin Endocrinol Metab, July 2011, 96(7)1911–1930 - Widespread seasonal gene expression reveals annual differences in human immunity and physiology. Xaquin Castro Dopico et al. Nature Communications volume. 12 May 2015.
- The Implication of Vitamin D and Autoimmunity: a Comprehensive Review Chen-Yen Yang, Patrick S. C. Leung, Iannis E. Adamopoulos, and M. Eric Gershwin. Clin Rev Allergy Immunol. 2018
- Emerging Role of Vitamin D in Autoimmune Diseases: An Update on Evidence and Therapeutic Implications Giuseppe Murdaca. Autoimmun Rev . 2019 Sep.
- Evidence that Vitamin D Supplementation Could Reduce Risk of Influenza and COVID-19 Infections and Deaths. William B. Grant et al. Nutrients March 2020.
- Vitamin D Resistance as a Possible Cause of Autoimmune Diseases: A Hypothesis Confirmed by a Therapeutic High-Dose Vitamin D Protocol. Dirk Lemke et al. Front. Immunol. April 2021
- Micronutrient deficiencies in patients with COVID-19: how metabolomics can contribute to their prevention and replenishment. Dimitris Tsoukalas and Evangelia Sarandi. BMJ Nutri Prev Heal. Nov. 2020; bmjnph-2020-000169
- A pilot study assessing the effect of prolonged administration of high daily doses of vitamin D on the clinical course of vitiligo and psoriasis Danilo C Finamor et.al. Dermatoendocrinol. 2013 Jan.
- “Effect of calcifediol treatment and best available therapy versus best available therapy on intensive care unit admission and mortality among patients hospitalized for COVID-19: A pilot randomized clinical study” Marta Entrenas Castillo et al. J Steroid Biochem Mol Biol. 2020 Oct.
- World aging population, chronic diseases and impact of modifiable-metabolic risk factors. Dr. Dimitris Tsoukalas, MD (Greece). European Institute of Nutritional Medicine, E.I.Nu.M. 20th International Congress of Rural Medicine 2018. Tokyo – Japan.
- Sufficient vitamin D status positively modified ventilatory function in asthmatic children following a Mediterranean diet enriched with fatty fish intervention study. Maria M Papamichael, Catherine Itsiopoulos, Katrina Lambert, Charis Katsardis, Dimitris Tsoukalas, Bircan Erbas. Nutr Res . 2020 Aug 16.
