I pazienti affetti da psoriasi presentano carenze di cui non sono a conoscenza

Identificare e correggere le carenze, somministrando dosi terapeutiche di micronutrienti, migliora lo stato e il decorso della salute dei pazienti affetti da psoriasi.

I pazienti affetti da psoriasi presentano carenze di cui non sono a conoscenza

Psoriasi e micronutrienti

  • nella regolare secrezione e funzione dell’insulina (magnesio, cromo, vitamine del complesso B, vitamina K2, vitamina D3, probiotici)
  • nel normale completamento dei processi di guarigione della pelle e dei tessuti (vitamina C, zinco, vitamina E, aminoacidi, antiossidanti, vitamina D3).
  • nella gestione dell’infiammazione cronica (acidi grassi omega-3, vitamina C, vitamina D3).
  • nel normale funzionamento del sistema immunitario (vitamina D3, vitamina C, grassi omega-3, probiotici, zinco).

Le carenze di micronutrienti e vitamine, che partecipano ai processi metabolici dell’organismo, influiscono negativamente sul decorso della malattia, facilitano lo sviluppo della resistenza all’insulina, ostacolano la guarigione dei tessuti e favoriscono il mantenimento dell’infiammazione.

Una combinazione dei suddetti fattori metabolici è di fondamentale importanza nello sviluppo della psoriasi, e contribuisce anche alla comparsa di altre malattie di base, come l’aterosclerosi, le malattie infiammatorie intestinali, il diabete, l’osteoporosi, l’ipertensione, l’obesità e le malattie respiratorie.

Vitamina D3 e psoriasi

La vitamina D3 ha un ruolo speciale nella psoriasi. Come in altre malattie autoimmuni, la psoriasi è associata a carenza e resistenza alla vitamina D. Nella psoriasi, tuttavia, la carenza di vitamina D è ancora più importante.

Si ritiene che il miglioramento dei livelli di vitamina D sia uno dei motivi principali per cui la psoriasi migliora durante i mesi estivi dopo l’esposizione al sole.

Le persone con malattie autoimmuni, e in particolare le persone con psoriasi, mostrano resistenza alla vitamina D3. La resistenza alla D3 significa che sono necessarie dosi più elevate del normale e livelli ematici più elevati per ottenere lo stesso effetto biologico degli individui non resistenti.

Numerosi studi hanno evidenziato l’importanza della vitamina D3 nel trattamento della psoriasi. La sua somministrazione ad alte dosi, fino a 35.000 UI al giorno per diversi mesi, ha ridotto significativamente i sintomi delle persone affette da psoriasi.

La vitamina D aiuta anche in modo significativo se applicata localmente sul sito della lesione psoriasica.

Esami specialistici per l’identificazione di carenze e disturbi metabolici

Condizioni di carenza di nutrienti influenzano il funzionamento del sistema immunitario e i processi fisiologici dell’organismo, peggiorando il decorso delle malattie autoimmuni.

È incoraggiante, ovviamente, che queste conseguenze possano essere invertite correggendo le carenze. È stato dimostrato che il raggiungimento della sufficienza di micronutrienti, insieme al miglioramento dello stato metabolico generale, svolge un ruolo importante nel trattamento delle malattie autoimmuni come la psoriasi.

Fino a pochi anni fa, con i metodi di misurazione classici, era particolarmente difficile rilevare con precisione le carenze di ciascun individuo. Quindi la loro correzione si basava su linee guida generali. Negli ultimi anni sono diventati disponibili test specialistici che misurano piccole molecole che partecipano alle reazioni chimiche dell’organismo e registrano le esatte carenze e disturbi metabolici.

Trattamento della psoriasi

Oggi sappiamo che la psoriasi è una malattia autoimmune, derivante da una disfunzione immunitaria e che coinvolge molteplici meccanismi influenzati dalla predisposizione genetica, dallo stile di vita, dal profilo metabolico, dalle carenze corporee e dalla personalità di ciascun individuo.

Sappiamo anche che la predisposizione genetica non significa inevitabilmente che qualcuno svilupperà la psoriasi.

Sebbene non esista un trattamento che fornisca risultati permanenti, la moderna terapia medica dispone oggi di numerosi strumenti legati ai trattamenti topici e farmaceutici che consentono una gestione immediata dell’infiammazione, in caso di riacutizzazioni.

Tuttavia, oltre a trattare i sintomi, ora sappiamo che è necessario gestire anche i fattori metabolici sottostanti che inizialmente scatenano la malattia e poi ne mantengono la cronicità.

La valutazione del profilo metabolico di ciascun paziente mediante test specialistici che misurano molecole molto piccole (Analisi Metabolomiche™) e la formulazione di trattamenti personalizzati, per risolvere i disordini e le carenze metaboliche dell’organismo, migliora il decorso della malattia e portare ad una maggiore miglioramento generale della salute.

Le Analisi Metabolomiche™ sono uno strumento diagnostico aggiuntivo, che cattura accuratamente il profilo metabolico dell’individuo e le carenze di micronutrienti. Identificare e correggere le carenze, somministrando dosi terapeutiche di micronutrienti, migliora lo stato di salute generale e il decorso dei pazienti affetti da psoriasi.

Sulla base della nostra esperienza clinica nei pazienti affetti da psoriasi, gli interventi medici sullo stile di vita e sulla nutrizione determinano:

  • Miglioramento del decorso della malattia con progressiva riduzione della frequenza e della durata delle riacutizzazioni
  • Ridotto rischio di sviluppare malattie associate alla sindrome metabolica e alla resistenza all’insulina (cardiovascolari, tumorali, autoimmuni)
  • Miglioramento del profilo lipidico (colesterolo, trigliceridi)
  • Miglioramento della risposta ai farmaci
  • Riduzione del dolore, della discinesia e miglioramento del decorso dei casi di artrite psoriasica
  • Aumento dei livelli di energia e miglioramento della qualità della vita

La psoriasi è una malattia che colpisce la salute di gran parte della popolazione, una percentuale significativa della quale continua ad averla per tutta la vita. La maggiore comprensione emersa negli ultimi anni sulle cause che scatenano la malattia, dà nuove speranze per migliorare la qualità della vita di questi pazienti, nel contesto del miglioramento del loro stato di salute generale.

Attraverso la nostra esperienza clinica, abbiamo scoperto che i pazienti che seguono il nostro approccio riducono significativamente l’intensità, la durata e la frequenza delle riacutizzazioni della malattia, con conseguente miglioramento della qualità della vita e sperimentando un miglioramento sostanziale, piuttosto che un costante peggioramento.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: